venerdì , 24 novembre 2017
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Scaglia Angelo



CON LA FIGLIA AGNESE


A RIPOSO NEI CAMPI


CORRIERE DEL 26/12/1969


IL RICORDO DEL CARDINALE


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Biografia di Angelo Scaglia

“Se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo

ma se muore, produce molto frutto.”

– Vangelo secondo Giovanni –


Angelo Scaglia asce a Dello, paesino della bassa bresciana, l’8 luglio del 1908 secondogenito di una famiglia di agricoltori.

Dopo la scuola continua la tradizione agricola della famiglia lavorando i terreni della c.na Crivello in Roccafranca (BS).

Ha prestato il servizio di leva obbligatorio in Milano, città da lui amatissima, congedandosi con il grado di “sergente maggiore”. Successivamente è stato richiamato per prestare la sua opera come “istruttore premilitare” alle giovani reclute.

Nel novembre del 1930 si sposa con Maddalena Garzetti con la quale, attraverso un duro lavoro e innumerevoli sacrifici, cresceranno una famiglia di ben 11 figli (4 maschi e 7 femmine – oltre il primogenito che muore alla nascita e Domenico morto di tifo all’età di 15 mesi).

13 figli, 32 nipoti, 44 pronipoti e 2 “bis”nipoti.

Nel 1955 Angelo con la famiglia si trasferisce a Zibido S.Giacomo (MI) dove lavorerà, aiutato dai figli, i terreni della zona. Nei 1963, costretto all’esproprio dalla costruzione dell’autostrada Milano-Genova, con la famiglia si trasferisce definitivamente alla c.na Bellotta in Abbiategrasso (MI), dove attualmente vivono i figli maschi.

E’ stato un uomo molto stimato e di grande carisma e il suo fascino nasceva dalla sensibilità verso i principi cristiani e relazioni sociali. Amava le cose semplici come coltivare la terra e il suo passatempo preferito era il gioco delle bocce.

Frequentava spesso i mercati agricoli per tenersi in costante aggiornamento e fu proprio in merito ad uno di questi che fu colpito nello scoppio della bomba di P.za Fontana (12.12.1969) nella banca nazionale dell’agricoltura dove periodicamente si svolgevano ritrovi di mercato agricolo.

Ferito gravemente ha subito una lunga e dolorosa agonia presso il policlinico di Milano dove è spirato la sera di Natale del 1969 perdonando ai suoi assassini (attualmente non ancora identificati).

Ha lasciato moglie e figli in quest’amara realtò che tutti noi conosciamo

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