giovedì , 23 novembre 2017
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Sangalli Oreste



SANGALLI ORESTE


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Biografia Raccontata dai figli Claudio e Franco

Oreste Sangalli è nato l’9 giugno 1920 a Cassina de Pecchi in provincia di Milano.
I suoi genitori conducevano un’azienda agricola nel milanese.

E’ sempre stato una persona riservata e non facile a parlare di se, tanto che nulla si conosce della sua infanzia. La madre gli morì quando era ancora bambino.

Quando raggiunse l’età del servizio militare lo prestò, e al termine dello stesso venne congedato in quanto vi erano le prime avvisaglie dell’inizio della seconda guerra mondiale.

Oreste partò come militare allo scoppio della stessa e fu inviato al fronte con la Grecia dove in seguito all’armistizio del settembre 1944 e allo sfaldamento dell’esercito italiano, fu catturato e deportato dai tedeschi in Germania e vi rimase fino alla fine del conflitto.

Dopo tutti questi anni passati al servizio della patria ritorna in Italia e si dedica alla sua amata terra in condizioni di salute precarie. Ricordiamo ancora oggi quando a tavola noi facevamo i capricci o gli schizzinosi per il cibo, papà ci ricordava sempre gli anni terribili della prigionia in Germania e ci descriveva i patimenti della prigionia e della fame, tanto che per sopravvivere si nutriva di bucce di patate.

Ripresosi dallo sfinimento fisico e morale per tutto questo, papà ritornò intensamente al suo lavoro e alla famiglia. Aveva tanti hobby , ai quali piaceva coinvolgere anche i figli, spiccava una grande passione per la Pesca e per la Caccia.

Rievochiamo un episodio, un giorno un vecchio amico di papà ci disse

tuo padre era un lavoratore instancabile, un uomo che sembrava nato stanco, ma sempre con la gran voglia di lavorare, anche quando appariva deperito.

Papà è morto il 12 dicembre 1969 nell’adempimento e nell’attaccamento al suo dovere di lavoratore della terra, mentre si trovava nella Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana per affari di Lavoro.

Alla sua morte lascia nostra mamma Guida Locatelli e noi due figli.

Abbiamo vissuto nello sconforto e nella tristezza assoluta e siamo , a distanza di 40 anni increduli che certi atti criminosi non solo siano stati pensati, ma attuati con lucida determinazione di follia stragista da parte di criminali, rimasti impuniti.

Non narriamo le molteplici difficoltà che la nostra famiglia ha dovuto affrontare e i gravi disagi che ha comportato il venir meno di un capofamiglia, che era il perno degli affetti e il sostegno economico per la famiglia.

Oggi rimpiangiamo la sua figura di uomo forte, autorevole,lavoratore.

Un padre che maciullato nella carne ci ha lasciato un vuoto incolmabile, che lo sentiamo impalpabile sulla nostra pelle.

Ancora oggi non dimentichiamo la Strage di Piazza Fontana, che come un ossessionante Film si ripete quotidianamente nella nostra mente e che ci angoscia come fosse una cicatrice mai rimarginata.

Ogni giorno per noi è ancora il 12 Dicembre 1969.

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