venerdì , 24 novembre 2017
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Papetti Gerolamo



PAPETTI GEROLAMO


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Papetti Gerolamo

Cognome Nome e Professione: Papetti Gerolamo, agricoltore
Luogo e data di nascita: Nato a Ossago (MI), 18 novembre1890
Luogo e data dell’attentato: P.zza Fontana – Milano, 12 dicembre 1969
Luogo e data di morte: Milano, 13 dicembre 1969

Descrizione dell’attentato:
Gerolamo Papetti nel primo pomeriggio si reca a Milano con il figlio Giocondo e la nuora Iride. Quest’ultima deve fare visita alla sorella e delle compere in città. Gerolamo e il figlio Giocondo, come ogni venerdì, devono partecipare al settimanale mercato agricolo che tradizionalmente si tiene presso la Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana. Alle ore 16,37 scoppia una bomba nel salone della banca in corrispondenza del bancone dove sono seduti Gerolamo e il figlio Giocondo. Gerolamo è investito in pieno dall’esplosione e muore nella notte all’ospedale Fatebenefratelli di Milano per le gravi ferite riportate. Il figlio Giocondo di 47 anni rimane gravemente ferito ad una gamba. A seguito dell’attentato muoiono complessivamente diciassette persone e altre ottantotto rimangono ferite.

Biografia:
Nasce il 18 novembre 1890 a Ossago da una famiglia di agricoltori. Continua l’attività di famiglia e nel 1919 sposa Elena che gli dà tre figli: Ottorino (1920), Giocondo (1922) e Antonia (1926). Partecipa alla prima guerra mondiale a Caporetto e sui monti Sabotino e Pasubio. Per questo gli verrà riconosciuta nel 1971 l’onorificenza di Cavaliere di Vittorio Veneto. Nel corso della seconda guerra mondiale il figlio Ottorino parte per il fronte russo da dove non farà più ritorno. Durante la ritirata dell’esercito italiano viene infatti ferito e catturato. Morirà nel lager russo di Uciostoje. Per il dolore provato per la scomparsa del figlio, la moglie Elena cade in una profonda ed irreversibile depressione che la porterà alla morte nel 1945. Gerolamo rimane vedovo e attivo nella sua professione di agricoltore con il proprio figlio, il fratello e il nipote fino al momento dell’attentato. Al momento della sua morte, Gerolamo lascia in lacrime la figlia Antonia e il figlio Giocondo profondamente provato sia dalla morte del padre sia dalle conseguenze delle gravi ferite subite nell’attentato.

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