giovedì , 23 novembre 2017
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Garavaglia Carlo



CARLO GARAVAGLIA


LUIGI PASSERA


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Biografia Raccontata dalla figlia Eugenia

Mio padre è nato a Marcallo con Casone (prov.di Milano) il 2 Agosto 1902.

Era una persona buona e gentile.

Rimasto vedovo abbastanza giovane non si è mai risposato.

Aveva sempre lavorato come commerciante di bestiame, poi dopo la morte di mia madre aveva deciso di aprire un negozio di macelleria. In seguito dopo diversi problemi di salute (due infarti e diverse crisi dovute da un edema polmonare) ha chiuso il negozio ed è venuto a vivere in casa mia.

Nel frattempo mi ero sposata con Luigi Passera e avevo avuto una figlia.

Quest’ultima per mio padre era la sua gioia e gli voleva molto bene.

Il 12 dicembre 1969 si era messo in testa di andare a fare il mercato in Piazza Fontana, perchè volva incontrarsi con dei suoi amici agricoltori.
Io ero in casa con mia figlia di soli 4 anni, fra l’altro malata, e in tutti i modi ho cercato di dissuaderlo, perchè faceva molto freddo e temevo per la sua salute, ma lui fu irremovibile e ci volle andare lo stesso.

Verso sera mi chiamò Luigi chiedendomi se papà fosse andato in Piazza Fontana, alla mia conferma mi comunicò che aveva sentito dire che era scoppiata una caldaia in Banca dell’Agricoltura, cercò di tranquillizzarmi dicendomi che sarebbe andato lui a vedere cosa fosse successo.

Io in fin dei conti ero tranquilla perchè sapevo che mio padre non entrava mai in Banca, ma si trovava con i suoi amici in qualche bar li vicino.

Ho saputo dopo invece che era entrato ed era proprio seduto al tavolo posto in mezzo al salone dove era depositata la bomba.

Luigi fece il giro di tutti gli Ospedali, ma non lo trovò in nessuno di questi, allora tornò in Banca dove gli comunicarono che i morti erano già stati portati all’obitorio.
Si recò all’obitorio e lì lo trovò e fece il riconoscimento, ma quando mi comunicò la tragedia non volle che io lo vedessi.

Da li incominciò il nostro calvario che non ha mai avuto fine.

Luigi fu il primo ad interessarsi di tutto quello che si poteva fare per avere giustizia, e insieme ad altri famigliari Fondò l’Associazione Famigliari Vittime di Piazza Fontana.

Seguì e si fece seguire anche da altri famigliari tutti i processi, da Roma a Catanzaro, ma purtroppo non si è mai arrivati ad una verità giuridica, anche se la verità storica la sappiamo ma ci manca la giustizia per quei poveri 17 morti.

Ad aiutare Luigi subentrò molto presto Francesca Dendena, anche lei figlia molto giovane di una delle vittime, lavorarono fianco a fianco per diversi anni, poi Luigi si ammalò e piano piano si ritirò e lasciò la Presidenza a Francesca.

Lei continuò per tanto tempo fino a quando anche lei si ammalò, e destino vuole che entrambi siano deceduti proprio quest’anno, Luigi il 3 di giugno e Francesca il 6 di ottobre.

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