domenica , 25 settembre 2016
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Uno sguardo nazionale




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La cronistoria degli “anni di piombo in Italia”, si concentra dal 1969 al 1984. Si tratta di un contesto storico della strategia della tensione e degli opposti estremismi che ha visto, nel nostro Paese, fenomeni diffusi relativi a terrorismo, stragismo, violenza politica e spinte eversive, senza trascurare i prodromi di tali fenomeni e le reviviscenze terroristiche emerse nell’ultimo decennio con lo strascico di caduti negli attentati del residuo neoterrorismo brigatista.
Gli anni più cruenti della mattanza terroristica si concentrano tra il 1978 e il 1981.
Basta considerare che, nel solo 1979, anno di massima espansione del terrorismo eversivo di sinistra, in Italia, si registrarono 2.200 attentati, firmati da 215 sigle di sinistra e 55 di destra, con 22 morti e 149 feriti. Milano, Torino, Genova, Padova,Venezia, Firenze, Roma e Napoli furono l’epicentro di quella sconvolgente stagione eversiva, iniziata con la “strage di piazza Fontana a Milano” e la conseguente strategia stragista.
I morti per atti di terrorismo, ad opera dei gruppi di fuoco combattenti per il comunismo, sono stati 180 ( 11 magistrati, 59 civili, 110 delle Forze dell’Ordine e delleForze Armate). A tale dato, si aggiungono altre 47 vittime, cadute per atti di violenza o scontri politici. 26 giovani di sinistra sono stati assassinati da militanti di estrema destra e 21 i morti di destra sono stati uccisi da militanti di estrema sinistra. La sola città di Milano, durante il periodo della strategia della tensione e degli opposti estremismi, contò ben 17 vittime per scontri politici.
Le vittime per stragi, a partire da quella di Portella della Ginestra a quelle di Fiumicino e di Ustica, ammontano a 310, alle quali vanno aggiunte le 70 vittime delle guerre in Iraq e Afghanistan e le 25 vittime civili uccise, in attentati nei diversi Paesi del mondo, dal terrorismo fondamentalista islamico.
I morti i per atti di terrorismo e di strage di tale matrice, durante gli anni di piombo furono 489 e i feriti 1.35. I feriti, compresi quelli per atti di scontri politici furono 5.550.
Gli attentati diversificatii compiuti per atti di violenza politica, ammontano a ben 15.000 dei quali 14.591 compiuti dal 1969 al 1987, secondo i dati del ministero dell’Interno.
A livello internazionale, gli italiani caduti nella guerra in Iraq sono 39, dei quali 32 militari uccisi in azione di attacchi, attentati o incidenti e 7 civili, fra i quali il funzionario Nicola Lipari.
Ben 19 sono stati i caduti in Iraq nella I strage di Nassiriya, 4 nella II strage e 1 nel terzo attentato.
Al 31 dicembre 2012, in Afghanistan, i militari caduti in attentati e incidenti vari, sono stati 52, ai quali si aggiunge la vittima civile, Maria Grazia Cutuli, giornalista del Corriere della Sera.
Aggiornando il quadro complessivo delle vittime di terrorismo e di stragi di tale matrice interno e internazionale (comprese le vittime civili del terrorismo islamico e i caduti in Iraq e Afghanistan) se ne contano ben 633, escludendo i caduti civili e quelli del dovere per mafia e per criminalità organizzata.

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