martedì , 19 giugno 2018
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Trent’anni da Ustica verità vera, non verità politica

OGGI ricordiamo i trent’anni della Strage di Ustica, ovvero l’esplosione in volo del Bologna-Palermo del 27 giugno 1980, con 77 passeggeri e quattro uomini di equipaggio. Tutti morti. Fra poco più di un mese, il 2 agosto, l’analogo trentennale della Strage alla Stazione di Bologna: 85 morti, 200 feriti. Due terrificanti botti che hanno provocato morte, dolore, tragedie. Che hanno ferito profondamente la Città di Bologna. Che hanno segnato la democrazia italiana. Una democrazia che in trent’anni non è riuscita a dipanare ombre su due orrendi delitti, le cui indagini, anche internazionali, sono state segnate dai tentativi di distrarre l’opinione pubblica e di depistare la Ombre di cui continua a parlare il Presidente Napolitano: l’ha fatto nel Giorno della Memoria, il 9 maggio scorso al Quirinale; l’ha ripetuto ieri, vigilia del trentennale di Ustica. Ed è l’ammissione, evidentemente, che le sentenze, pur definitive, non hanno scritto parole di verità. Non le hanno scritte i giudici della Strage alla Stazione di Bologna, che hanno condannato Mambro e Fioravanti e che forse non hanno guardato ai terroristi palestinesi che pure si muovevano a Bologna in quei giorni. Non le hanno scritte i giudici che hanno prosciolto i generali accusati d’alto tradimento. Ed è terribile… Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto