sabato , 25 novembre 2017
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Archivio per il tag: Auschwitz

Shoah il culto della memoria non basta rivediamo le vecchie categorie politiche

Come ricordare? È una domanda che mette in discussione in significato della Giornata della Memoria, richiamando la necessità di un «Mai più» che rischia di essere rassicurante e conciliativo.  «Come ricordare?» è il sottotitolo del libro dello storico francese Georges Bensoussan, L’eredità di Auschwitz, appena uscito per Einaudi in una… Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto Continua a leggere »

La memoria fa ancora rumore Vera con Liliana al Binario 21

Era logico, Era scritto. Era giusto che l’ultima tappa del viaggio di Vera, protagonista della web serie  «Il rumore della memoria», online su Corriere.it, il sito del Corriere della Sera, cominciasse dove tutto ha avuto origine: al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano. In quel luogo sotterraneo, diventato oggi Memoriale della Shoah, con i vagoni-merce usati dai nazisti per ... Continua a leggere »

Voci e testimonianze per non dimenticare

Si ricorda perché la memoria non sia sorella del nulla. Quando sento Vera definirsi una «militante della memoria» capisco come rare volte la tela del tempo possa lacerarsi e il battito violento della vita coincide con l’eternità, con ciò che non deve essere dimenticato. La web serie di… Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto Continua a leggere »

Dal binario 21 ad Auschwitz: quel viaggio senza speranza

Concerti, commemorazioni, testimonianze. Questo sarà, oggi, la Giornata della Memoria. In realtà, ben più lunga di 24 ore: gli appuntamenti per ricordare l’Olocausto, già partiti nei giorni scorsi proseguiranno nel fine settimana. «La memoria non è completa se non ricordiamo chi seppe opporsi alla barbarie», osserva Yasha Reibmann, portavoce della comunità ebraica. Va in questa direzione la… Apri l’allegato pdf per ... Continua a leggere »

«Sono ostile al Giorno della Memoria»

Sono ostile al Giorno della Memoria. Non per quello che rappresenta ma per quello che è diventato. C’è qualcosa di estetizzante nella commozione delle scolaresche sgambettanti sui prati si Auschwitz, ma ancor più nell’enfasi con cui i loro insegnanti la reclamano al grido: «Non gridate»!  Inoltre ho il sospetto che i…Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto Continua a leggere »