venerdì , 1 luglio 2016
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Stragismo e Terrorismo





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Milano, 12 dicembre 1969, ore 16.37, esplode una bomba nella sede della Banca nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana. E’ una strage.
Da questa data inizia la “strategia della tensione e degli opposti estremismi” in tutto il Paese.
E’ la perdita dell’innocenza!
La Regione Lombardia, negli anni bui del terrorismo e dello stragismo ha avuto:
17 morti e 84 feriti per la strage di Piazza Fontana a Milano; 4 morti nella strage del 17 maggio 1973 alla Questura di Milano con 45 feriti; 5 vittime nella strage mafiosa di via Palestro del 27 luglio 1993 con 14 feriti. 8 sono i morti contati nella strage di piazza della Loggia Brescia il 28 maggio 1974 con 103 feriti. A questi si sono aggiunti 6 morti (2 di Milano+4 di Abbiategrasso) per la strage del Rapido 904; 3 morti di Como e 1 di Pavia per la strage del 2 agosto 1980 alla Stazione di Bologna.



Il totale dei morti per stragi ammonta a 45 unità e i feriti ad oltre 200.

La Lombardia è stata colpita, con eguale violenza, dal terrorismo rosso di sinistra e dal terrorismo eversivo di destra con ben 36 uccisioni di obiettivi mirati in Milano e la sua Provincia con ben 48 feriti. Altre 5 uccisioni si sono avute in altri paesi e città della Lombardia con un totale di 41 vittime alle quali vanno aggiunte le 18 vittime catalogate come morti per atti di violenza o di scontri politici, per un totale complessivo di 59 vittime. Senza contare le numerose vittime del dovere e alcune vittime per attentati mafiosi nell’area metropolitana milanese.

Milano e la Lombardia hanno avuto 106 morti per atti di terrorismo e di stragi interne e internazionali, compresi i due militari di Mantova caduti nella strage di Nassiriya in Iraq il 12 dicembre 2003, mentre i feriti sono oltre 300.

Milano ha quindi conosciuto il volto oscuro, come protagonista, di oltre un decennio di violenza politica. Al tempo stesso, è stato un laboratorio vivacissimo dal punto di vista dei movimenti e della cultura. Proprio in virtù di questa complessa e multiforme esperienza nasce la vocazione di dedicarsi con eguale attenzione a tutti i terrorismi, in modo che ViTeS diventi un luogo di dialogo e di confronto, un vero laboratorio per cercare di ricomporre le lacerazioni di tante memorie divise e, troppo spesso, contrapposte. Il futuro dipende, quindi, dalla capacità di elaborare il passato, sottolineando i valori civili che hanno segnato le tappe della nostra democrazia.

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