mercoledì , 15 agosto 2018
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Strage di Bologna, riaperta l’inchiesta

ROMA – Venticinque anni dopo, la Procura di Bologna ha aperto una nuova indagine sull’eccidio del 2 agosto 1980 alla stazione di quella città, 85 morti e 200 feriti. E’ un fascicolo contro ignoti, l’ipotesi di reato quella di strage. Per il più grave e sanguinoso attentato della storia del terrorismo italiano ci sono due persone condannate definitivamente all’ergastolo, Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. E Stefano Ciavardini, all’epoca minorenne, con una pena a trent’anni di carcere che attende il vaglio della Cassazione. Tutti e tre si sono sempre proclamati innocenti. Quella fu l’approdo della «Pista nera», consacrata dalle sentenze, seppure dopo la consueta altalena di condanne e assoluzioni. Ora sembrano emergere possibili novità che porterebbero – se sarà possibile confermarle – in tutt’altra direzione. Di fronte a questa eventualità il pubblico ministero Paolo Giovagnoli ha aperto la nuova inchiesta. Al momento non ci sono indagati, ma l’alternativa alla «Strage fascista» sarebbe quella che conduce a… Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto