domenica , 23 settembre 2018
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Salve le carte sulla strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 e digitalizzate su 9 CD

Le carte sulla strage di Piazza Fontana digitalizzate su CD

Il materiale processuale sulla strage del 12 dicembre 1969 è stato catalogato dopo anni di lavoro. Per oltre trent’anni era rimasto incustodito in uno scantinato del tribunale di Catanzaro. Fu scoperto grazie alle ricerche di una laureanda.

L’archivio digitale è stato presentato durante un convegno tenutosi a Catanzaro lo scorso 25 novembre, dal tema “Da Piazza Fontana a oggi: i documenti, le trame, i processi”, organizzato dall’associazione forense “Diritto di difesa” e dal circolo culturale “Augusto Placanica”.

ecco il link sul sito de La Repubblica

Ringraziamento di Carlo Arnoldi, Presidente dell’Associazione Famigliari Vittime di Piazza Fontana, al Presidente del tribunale di Catanzaro, dott. Domenico Ielasi

“Per la associazione che rappresento ieri è stata una giornata di sole che ha riempito i nostri cuori,
dopo quarant’anni di giornate piovose, umide, nebbiose con rari spazi ai raggi di sole
che poi venivano regolarmente coperte di nuovo da nuvoloni neri.

La notizia della digitalizzazione di tutto il materiale processuale sulla Strage di Piazza Fontana
che si trovava negli scantinati del tribunale di Catanzaro, e rischiava di andare perduto,
ci ha dato un’immensa gioia.

Per noi significa che nonostante il tentativo, non riuscito, di insabbiare il tutto
portando il processo a 1.200 chilometri da Milano,
quei Giudici che circa 35 anni fà ebbero per primi la volontà di riconoscere e condannare
i componenti di Ordine Nuovo di Padova come gli esecutori della strage di Piazza Fontana
con le coperture del Sid nella figura di Giannettini,
oggi dopo la sentenza di Cassazione del 3 Maggio 2005 in cui tutti vennero assolti
ma che venne riconosciuta la colpevolezza di Ordine Nuovo
nelle figure di Freda e Ventura non più processabili
come stabilisce l’art.649 del codice di procedura penale perché già precedentemente assolti,
sempre quei Giudici devono essere orgogliosi del loro lavoro svolto e mirato nel raggiungere la verità.

Noi famigliari non possiamo che esprimere un grande ringraziamento a quei Giudici, e oggi in particolare a tutte le persone che hanno lavorato per salvare tutto il materiale riguardante quel processo che per noi rappresentò uno dei primi segnali che forse saremmo potuti arrivare ad una verità giudiziaria.

A nome di tutti i famigliari che rappresento Vi ringrazio ancora e mi auguro un giorno di poterci incontrare”