giovedì , 18 ottobre 2018
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Non assimiliamo la protesta al terrorismo

Sarebbe auspicabile che quel po’ di giornalismo onesto che sopravvive nel conformismo generale non cedesse alla tentazione, ormai diffusa, di assimilare la protesta fiscale al terrorismo o, quanto pieno, di rappresentarla come fonte di deriva terroristica.
Lo dico, innanzi tutto, al mio giornale; che certo non cede a tale tentazione, ma al quale tengo troppo per non preoccuparmi dell’eventualità che diventi (inconsapevole) portavoce della fantasiosa ipotesi. Lo dico anche al presidente del Consiglio e a quello della Repubblica: denunciate la mistificazione; ne va con quella del Paese della vostra stessa credibilità di uomini onesti e affidabili. Gli italiani dotati di un minimo di buonsenso non ne possono più di leggende metropolitane sui «servizi deviati» che complotterebbero per destabilizzare il Paese; di teorie assolutistiche associate a un fantomatico «Stato nello Stato». C’è in un solo Stato Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto