venerdì , 19 ottobre 2018
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Nome in codice Quo: «Armiamoci»

Roma — Ne parliamo ripetutamente, lo mettono nel conto. E se nelle parole scritte o intercettate non compaiono riferimenti ad azioni specifiche (o se ci sono si tratta di indagini ancora segretissime), si può però dire che la categoria dell’omicidio politico è entrata nell’orizzonte dei cosiddetti anarchico-insurrezionalisti. In uno del più recenti documenti firmato da un gruppo di sigle che si rifanno alla Federazione anarchica informale, intitolato «Non dite che siamo pochi», viene ribadita l’importanza della «azione distruttiva come elemento indispensabile e imprescindibile. Azione che può andare dal lancio di una molotov all’assassinio, senza alcuna gerarchia di importanza, ogni gruppo o individuo deciderà come meglio vorrà, nel rispetto della propria etica rivoluzionaria che sicuramente mai dovrà acconsentire a colpire nel mucchio». Azione selettive, dunque, oltre che distruttive. All’interno delle quali… Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto