sabato , 17 novembre 2018
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NO di Lula all’estradizione del terrorista dei PAC, Cesare Battisti, condannato in Italia a 4 ergastoli per gli omidici di Campagna, Sabbadin, Santoro e Torregiani: la protesta di Antonio Iosa

Caso Battisti: lettera di protesta all’Ambasciatore Brasiliano in Italia per il NO di Lula all’estradizione del terrorista dei PAC

Ill.mo e Caro Ambasciatore Brasiliano,

mi appello a Lei per esprimere la mia profonda marezza e indignazione per lo stupefacente comportamento del Presidente del Brasile, Ignacio Lula, per il suo no all’estradizione del criminale Battisti in Italia, condannato per 4 omicidi.

Proteggere un terrorista per falsi “motivi umanitari”, in dispregio non solo della Giustizia Italiana, ma soprattutto di tutti i familiari delle vittime del terrorismo, è un grave atto contro il diritto di umanità e di rispetto per i caduti e i loro familiari.

In Italia esiste la civiltà del diritto che ha garantito la sconfitta del terrorismo con processi giusti. Oggi la totalità degli ex terroristi di sinistra e di destra sono tutti liberi e godono privilegi fuori dalle carceri previsti dalla legislazione italiana.

Solo Battisti teme inesistenti vendette, anzi il suo rientro in Italia farebbe sorgere il problema di chiedere una espiazione carceraria simbolica, per essere rimesso dopo pochi anni in libertà.

Come vittima delle brigate rosse, ferito in un attentato del 1 aprile e 1980, rinnovo la mia amicizia al Popolo Brasil iano ed esprimo tutta la mia indignazione per il gesto del Presidente Lula, che offende la verità, la memoria delle 4 vittime e la richiesta di giustizia da parte di tutti i familiari delle vittime del terrorismo italiane.

Siamo certi che l’Ambasciata brasiliana in Italia saprà interpretare la mia indicibile sofferenza e personale contrarietà ad un atto del Presidente Lula, che dimostra di avere più a cuore la sorte di un carnefice piuttosto, che il desiderio di la sofferenza dei familiari delle vittime.

Grazie per l’attenzione

Antonio Iosa

gambizzato delle brigate rosse nel 1980 e responsabile dell’AiViTer Lombardia