mercoledì , 17 ottobre 2018
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Napolitano e le stragi: manca ancora la verità

Roma — La voce gli s’incrina quando parla di Pino Pinelli, «volato» dal quarto piano della questura di Milano 72 ore dopo la strage alla Banca dell’Agricoltura. «Fu vittima due volte», dice Giorgio Napolitano. «Prima di pesantissimi infondati sospetti e poi di un’improvvisa, assurda fine». Fu, insomma, il diciottesimo caduto per l’attentato. E merita «rispetto» al pari degli altri perché come gli altri «innocente». Ma, avverte contro ogni malinteso, «qui non si riapre o si rimette in questione un processo, la cui conclusione porta il nome di un magistrato d’ indiscutibile scrupolo e indipendenza (Gerardo D’ Ambrosio, ndr)… qui si compie un gesto politico e istituzionale, si rompe il silenzio su una ferita, non separabile da quella dei 17 che persero la vita a piazza Fontana, e su un nome, su un uomo di… Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto