lunedì , 20 gennaio 2020
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Mio padre e la memoria di Milano

Dalle capacità, dalla laboriosità e da una certa idea di cambiamento che aveva mio padre e per cui fu ucciso. «So che queste virtù compongono l’essenza più autentica.dell’essere milanesi. Sono l’identità stessa di Milano. Francesco Di Cataldo ha lavorato a San Vittore per 28 anni nel corpo degli Agenti di custodia. L’Amministrazione Penitenziaria l’ha sempre voluto lì. Perché? Perché lavorava in un certo modo. E quel modo di lavorare, un modo, appunto, molto milanese, apprezzato da lui, nato a Barletta, in Puglia, il 20 settembre 1926, fu il vero motivo per cui le Br decisero di ucciderlo. Mio padre era un uomo pacato e ambizioso: Sapeva stare al suo posto ma nel suo posto era attivo e ambizioso. Conosceva. tutti gli agenti, gli avvocati e, naturalmente, tutti i detenuti. Aveva un rapporto costante… Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto