domenica , 16 dicembre 2018
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Milano ricorda Tobagi «eroe della quotidianità»

C’è il 14 che passa in via Solari, esattamente come trent’anni fa l’8. C’è una donna che corre per raggiungerlo alla fermata del Rosario. La gente va di fretta, ciascuno con le sue cose. Clacson. In quella piccola strada laterale, via Salaino, ci sono due giovani operai ai piedi di una gru, davanti a un cantiere. Lavorano. Non è difficile immaginare che quel 28 maggio del 1980, proprio qui, attorno questo pezzo di selciato su cui allora stava per morire Walter Tobagi, stessero succedendo più o meno le stese cose che continuavano a scorrere ieri mattina. Il sindaco Letizia Moratti prende la parola per prima: «Oggi ricordiamo un eroe della quotidianità, dell’impegno, del rispetto per l’altro». I due operai si avvicinano ad ascoltare. Anche la cerimonia per i trent’anni dalla morte di Walter Tobagi, davanti alla lapide di quella via Salaino ove l’inviato del Corriere fu ammazzato appena uscito di casa dalla «Brigata XXVIII marzo», è sobria e semplice come l’ autoritratto citato sulla lapide stessa: una «persona intellettualmente onesta, libera e indipendente – così si descriveva Tobagi – che cerca di capire perché si… Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto