sabato , 25 novembre 2017
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Luca Barisonzi



IN AFGHANISTAN TRA I BAMBINI


… CON L’AMICO MATTEO PINTO


IL SUO LIBRO “La patria chiamò”


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Biografia di Luca Barisonzi

Il 18 gennaio 2011 Luca Barisonzi di 20 anni, nativo di Voghera (Pavia), giovane caporalmaggiore, fuciliere dell’ 8° Reggimento degli Alpini, è stato gravemente ferito in seguito ad un attentato a Bala Murghab in Afghanistan .

Nell’agguato perse la vita anche il commilitone caporale, Luca Sanna, crivellato dai colpi dei terroristi talebani.

Barisonzi, fu subito trasportato all’ospedale militare di Herat e trasportato con urgenza in Italia per un idoneo ricovero ospedaliero al Dipartimento dell’Unità spinale di Niguarda a Milano.

Luca ha perso l’uso delle gambe, è rimasto paralizzato dalla lesione della vertebra cervicale ed è costretto a vive su di una sedia a rotelle.

Dopo tre mesi di cura all’Ospedale di Niguarda e passato in cura in un centro specializzato della Svizzera. Nel mese di maggio ha compiuto 21 anni con la colonna vertebrale devastata.

Dal 2007, vive con la famiglia a Gravellona Lomellina (Pavia) e il suo caso umano ha suscitato una grande gara di solidarietà con sottoscrizioni per le cure mediche che la famiglia da sola non riesce a sostenere e che affronta con dignità il dramma.

Molte associazioni hanno raccolto fondi quale doveroso tributo al soldato al servizio della Patria necessitato di cure ed assistenza per 24 ore su 24, essendo ormai tetraplegico.

L’Associazione Nazionale Alpini sta realizzando apposta per lui una casa “hi-tech , cioè su misura, senza barriere architettoniche e con spazi e ingombri utili al passaggio della carrozzina.

L’11 novembre del 2011 la Regione Lombardia gli ha conferito il riconoscimento “Sigilli Longobardi” con una solenne Cerimonia al Teatro alla Scala che riconosce e premia cittadini lombardi esempi di eccellenza, altruismo e abnegazione per la Festa dello Statuto Regionale.

Il 23 Dicembre 2011 Luca ha pubblicato il libro “La Patria chiamò” suscitando un notevole interesse storico e culturale di amor patrio nel 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.

Luca oggi pensa al futuro ed è assistito da mamma Clelia.

Ogni giorno combatte la sua battaglia per la vita e per recuperare abbastanza i movimenti degli arti paralizzati, in modo da potere essere un buon padre di famiglia per i suoi figli e poterli prendere in braccio.

La grande solidarietà con cui è circondato dimostra che l’Italia non dimentica una vittima gravemente ferita del contingente italiano che si trova in un teatro di guerra, come l’Afghanistan, per costruire la pace e assistere la popolazione civile.

Antonio Iosa
Coordinatore Lombardo AIVITER


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