venerdì , 24 novembre 2017
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Sergio Ramelli





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Sergio Ramelli era nato l’8 Luglio 1956 a Milano ed è stato, da giovane, militante del Fronte della Gioventù del Movimento Sociale Italiano. Lo studente Ramelli è una vittima di un assassinio politico nel periodo storico in cui i militanti della sinistra extraparlamentare si contrapponevano ai giovani neofascisti. Sergio aveva solo 18 anni quando fu aggredito il 13 marzo 1975 e massacrato, tanto che morirì il 29 aprile per le ferite riportate, che avevano imposto un intervento ricostruttivo del cranio fracassato. All’epoca Ramelli frequentava l’Istituto tecnico di chimica, “l’Ettore Molinari di Milano”, che era teatro di accesi scontri politici tra studenti. Sergio era stato oggetto di ripetute aggressioni da parte di ragazzi della sua classe, perchè accusato di avere simpatie neofascisti, tanto che nel febbraio del 1975, fu costretto a lasciare il Molinari per iscriversi e proseguire gli studi in un istituto privato. La colpa che gli veniva attribuita era quella di avere scritto in un tema di classe di avere espresso giudici critici contro i politici che non ave vano espresso solidarietà per la morte di due militanti padovani del Movimento Sociale Italiano, Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci, uccisi il 1 giugno 1974, da un nucleo armato delle brigate rosse. Il tema sottratto all’insegnante di italiano fu affisso nella bacheca dell’Istituto scolastico da altri studenti che gli fecero un processo politico e l’accusarono di essere un fascista. Il 13 marzo 1975 Ramelli di ritorno verso la sua abitazione in via Amadeo, zona Città degli Studi, dopo avere parcheggiato il motorino in via Paladini fu assalito da un gruppo di studenti armati di spranghe e di chiavi inglesi e lo colpirono ripetutamente al corpo, alle gambe e alla testa. Invano Sergio cercò di scappare, inciampò sul motorino a terra. Il giovane tentò di proteggersi la testa con le mani dai colpi tento mentre riceveva colpi di chiavi inglesi. Con il cranio fracassato fu lasciato esangue al suolo e a nulla valsero le urla di una donna che dal balcone, assistendo al selvaggio pestaggio, gridava:” Basta, così l’ammazzate”. Ricoverato in ospedale Ramelli vi morì per la gravità delle lesioni riportate dopo un mese e mezzo di calvario. Passarono anni prima che la Giustizia ebbe a fare il suo corso e a individuare i colpevoli che non erano certamente i membri del “Collettivo Casoretto” di Prima Linea, ma giovani di sinistra appartenenti ad Avanguardia Operaia. Nel dicembre del 1975 si scopre in viale Bligny un “covo di simpatizzanti terroristi” con lo schedario di 10.000 persone, 5.000 foto e molti documenti delle brigate rosse. Lo schedario era in possesso di Marco Costa e Giuseppe Ferrari Bravo a cui era intestato l’appartamento e questi due militanti, assieme ad altri giovani di Avanguardia Operaia ,furono processati e condannati per la morte del diciottenne Sergio Ramelli.

Antonio Iosa
Coordinatore Lombardo AIVITER


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