giovedì , 23 novembre 2017
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Piero Antonio Magri



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“Nostro padre non lo abbiamo conosciuto e quando fu ucciso, da una folle mano armata, eravamo troppo piccoli per capire la tragedia. Abbiamo qualche frammento di ricordi e descrizioni della sua figura dalla nostro inconsolabile mamma Marianna” ( I figli Ivan e Igor)

ANTEFATTO DELLA STRAGE DI VIA ADIGE
La notte del 1 dicembre 1978, Maurizio Baldasseroni simpatizzante di Prima Linea e Oscar Tagliaferri simpatizzante del collettivo metropolitano di Renato si trovano in un bar di via Adige a Milano per trascorrere la serata bevendo parecchio. Nel locale ascoltano anche le opinioni politiche di tre clienti, che parlavano fra loro: Domenico Bornazzini, Carlo Lombardi e Piero Antonio Magri e ne scaturisce una discussione. I due terroristi vengono allontanati dal locale, ma meditano la vendetta politica contro i tre uomini, che avevano espresso idee contrarie alle loro. I due estremisti di sinistra si recano, infatti, nella casa di Baldasseroni a San Donato Milanese per prendere le armi e si ripresentano alle 3.40 con un fucile a canne mozze e con un revolver Astra 357 magnum. Trovano il bar chiuso, ma non si perdono d’animo. Fanno il giro dell’isolato per verificare se gli uomini con cui avevano avuto da ridire si trovassero ancora nei paraggi. Nei fatti li trovano, in macchina, davanti all’abitazione di Piero Antonio Magri in via Adige, 4. Invitano i tre a scendere dall’auto e non appena i primi due scendono in strada, Baldasseroni e Tagliaferri fanno fuoco, uccidendoli all’istante. Il terzo viene freddato quando si trovava ancora all’interno della sua macchina.
I due assassini tentano di fare rivendicare la strage a Prima Linea con un volantino, ma i due assassini vengono espulsi da Prima Linea per l’enormità di un delitto commesso per futili motivi e senza il preventivo consenso dell’organizzazione terroristica, in cambio, per solidarietà ideologica, vengono aiutati a rifugiarsi in America Latina. Il super latitante e trafficante di droga Maurizio Baldasseroni, condannato in contumacia all’ergastolo con l’amico di sempre e di fuga Oscar Tagliaferri, è considerato dalla nostra polizia anticrimine un nome pesante e pericoloso nel panorama dell’eversione. Nell’aprile del 2013, il terrorista latitante in Sudamerica è stato dichiarato morto per legge, anche se il suo decesso non è stato mai certificato. La legge italiana, su istanza dei familiari, prevede che gli scomparsi, dopo un decennio di ricerche senza esito, possono essere dichiarati morti. Così Baldasseroni torna ad essere un fantasma o cadavere vivente.

BIOGRAFIA
Piero Antonio Magri è nato a Milano il 10 Luglio 1949. La sua era una modesta famiglia composta da mamma, papà e altri tre fratelli. Fin da giovane ha abbandonato gli studi per intraprendere la vita lavorativa come tappezziere imbianchino, prima alle dipendenze, e poi, dopo avere accumulato esperienza e qualche soldino di risparmio, ha aperto un piccolo negozio laboratorio nella cittadina di Rho, in provincia di Milano.
Da giovane ha conosciuto la moglie Marianna Mondoni dalla quale ha avuto due figli: Ivan e Igor che al momento della sua uccisione avevano rispettivamente 5 e 2 anni. Magri trascorreva la sua vita quotidiana tra lavoro e famiglia. Non aveva hobby particolari, ma amava la montagna e non appena ne aveva occasione si recava con i familiari in una piccola baita di proprietà della moglie, in Val Camonica (Brescia), ove amava soffermarsi.
Pierantonio aveva una famiglia normale come tutti, sino a quella maledetta e tragica notte del 1 dicembre 1978, quando una mano armata di due folli assassini, tronca la vita in via Adige di tre padri di famiglia innocenti, tra i qual Piero Antonio Magri di 32 anni, che lascio in lacrime la moglie e i due figli.





Antonio Iosa
Coordinatore Lombardo AIVITER


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