venerdì , 24 novembre 2017
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Pedenovi Enrico



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PEDENOVI ENRICO

Enrico Pedenovi avvocato, consigliere provinciale del MSI – DS alla Provincia di Milano e membro del Comitato Centrale del Movimento Sociale, fu ucciso alle 7.45, mentre saliva sulla sua auto, da un gruppo di fuoco appartenenti alla organizzazione di estrema sinistra del Comitato Comunisti Rivoluzionari riconducibili a Prima Linea, in viale Lombardia (ang. Piazza Durante). Il mortale agguato fu un’azione di rappresaglia per l’aggressione che provocò la morte dello studente Gaetano Amoruso, giovane di estrema sinistra che era stato aggredito dai militanti di destra neofascista.- Pedenovi, prima di raggiungere il suo studio legale e come abitudine, si fermava al distributore di benzina in piazza Durante per acquistare nell’attigua edicola i giornali. Tre persone, a bordo di una Simca rubata, gli tesero l’agguato. Nel pomeriggio della sua morte, Pedenovi avrebbe dovuto partecipare alla cerimonia di commemorazione di Sergio Ramelli, lo studente del “Fronte della Gioventù”, ucciso, l’anno prima, a sprangate da un gruppo di studenti di estrema sinistra, appartenenti ad “Avanguardia Operaia”. Al momento del suo omicidio, Pedenovi lasciò in lacrime la moglie Maria Elisa Baroni e le figlie Beatrice e Maria Vittoria. Il nome di Pedenovi fu pubblicato in una lista di proscrizione del giornale “Lotta Continua” dal titolo “Pagherete tutto”, insieme ad altri militanti della destra milanese e fu facile bersaglio da colpire. Il processo contro i tre assassini si aprì il 22 ottobre 1984, dopo oltre 8 anni, presso la Corte di Assise di Milano, che emise le prime condanne. Dopo il processo in Appello, la Cassazione sancì la condanna definitiva di 29 anni a Bruno Laronga; confermò la pena di 27 anni ad Enrico Galmozzi e l’ergastolo a Giovanni Stefan (latitante), mentre Pietro del Giudice fu assolto. Nel giugno del 2005 la Corte di Appello giudicò prescritto il reato di Giovanni Stefan, che era riparato in Francia. Pedenovi era nato a Pavia il 2 settembre del 1926 e aveva 50 anni quando fu crivellato di colpi, lasciando la moglie e due figlie la prima di 22 e la seconda di 10 anni. La Provincia di Milano ha dedicato un aula alla memoria e ogni anno celebra, nel cortile d’onore, la cerimonia in sua memoria. Il Comune di Milano il 29 Aprile 2006, nel 30° Anniversario dell’omicidio, ha posto una targa sostenuta in cima ad un palo per il rifiuto dei condomini del palazzo di affiggerla sul muro per paura di atti di vandalismo.

Antonio Iosa
Coordinatore Lombardo AIVITER


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