sabato , 23 settembre 2017
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Luigi Marangoni





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ATTENTATO

Alle 8:20 del mattino del 17 febbraio 1981, mentre si stava recando al lavoro, il dott. Luigi Marangoni fu ucciso da quattro terroristi armati di mitragliette e lupara, che lo crivellarono di colpi. I terroristi fuggirono dopo un conflitto a fuoco con un funzionario di Pubblica Sicurezza e il suo autista che, richiamati dagli spari, erano accorsi sul posto. Luigi Marangoni dirigeva l’Ospedale Maggiore di Milano, ove le “Brigate Rosse” avevano numerosi proseliti. Marangoni fu ucciso per la sua priorità di servire gli ammalati; per il suo impegno alla formazione professionale degli infermieri; per il senso della sua testimonianza; per compiere il proprio dovere nel rispetto dell’ammalato; per il suo coraggio a non desistere di fronte a minacce e insulti. Egli aveva infatti preso provvedimenti disciplinari e aveva denunciato con esposti alla magistratura alcuni sabotaggi alla struttura ospedaliera. L’omicidio fu rivendicato dalle “Brigate Rosse – Colonna Walter Alasia – Brigata Fabrizio Pelli”. I processi accerteranno che il fatto era stato organizzato e compiuto da esponenti del gruppo terroristico che lo aveva rivendicato. Lascia la moglie Vanna Bertelè e i figli adolescenti Francesca e Matteo.

BIOGRAFIA

Luigi Francesco Marangoni era nato a Pavia l’11 agosto 1937 da una famiglia lombarda di antiche tradizioni cattoliche; compiuti gli studi universitari presso l’Ateneo di quella città, dopo una prima esperienza nel Reparto Medico- Micrografico del Laboratorio Provinciale di Igiene e Profilassi di Como, nel 1963 iniziava la sua attività quale Ispettore Sanitario nella Direzione Sanitaria dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano; sei anni dopo veniva nominato Vice Direttore Sanitario e dal maggio 1975 ricopriva il posto di Direttore Sanitario di ruolo nel medesimo nosocomio. L’attività professionale di Luigi Marangoni, dedicata con passione e competenza alla direzione del Policlinico in anni difficili e travagliati, ha spaziato nei molteplici settori dell’organizzazione sanitaria e del lavoro in ospedale e della tecnica ospedaliera, facendo fronte alle gravose responsabilità con coraggio e dedizione esemplari. Sempre attento e sensibile ai problemi sanitari aveva compiuto viaggi – studio all’estero e partecipato a innumerevoli convegni e, quale componente e coordinatore, a numerose commissioni regionali per lo studio dei problemi di Igiene e Sanità Pubblica. Dal 1978 trasfondeva le Sue preziose esperienze nel gruppo di progettazione del Nuovo Policlinico S. Ambrogio di Milano. La sua attività didattica è stata particolarmente appassionata e intensa. Alla Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università degli Studi di Milano ha tenuto corsi di lezioni fin dall’ano accademico 1970/71. Ha insegnato Igiene Generale, Igiene della Scuola e degli Sports, Idroclimatologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano per l’Istituto Superiore di Educazione Fisica. Pur svolgendo tali molteplici e poliedriche attività, i Suoi collaboratori ricordano di aver visto costantemente nel loro Direttore, piena dedizione, saggezza ed equilibrio, anche nelle quotidiane esperienze che i sommovimenti originavano sin dal 1968 nel Policlinico. Anche in questi ultimi travagliatissimi tempi Luigi Marangoni fu sereno e, nonostante le tristi vicissitudini del Suo Ospedale, che si ribattevano assurdamente su di Lui, non perse mai di vista gli obiettivi che si era proposto e che continuava a perseguire con lucida fermezza.

ONORIFICENZE

. Il Consiglio Comunale di Milano il 18 febbraio 1981 esprimeva i sentimenti di orrore e di profondo cordoglio della Giunta, del Consiglio, dell’intera città per il vile proditorio massacro di Luigi Marangoni. In seguito veniva deliberato di apporre, sul luogo dell’uccisione, una targa con la seguente iscrizione: IL 17 FEBBRAIO 1981 LE BRIGATE ROSSE HANNO UCCISO QUI LUIGI MARANGONI PER PRIVARCI DI UN UOMO GIUSTO. . L’Assessorato della Sanità della Regione Lombardia ha intitolato al nome di Luigi Marangoni la Sala delle riunioni. . L’Ordine dei Medici di Milano ha conferito alla memoria di Luigi Marangoni la Medaglia d’oro. . L’Ospedale della città di Sesto San Giovanni ha intitolato al nome del defunto la nuova Seconda Divisione di Chirurgia generale. . Il Consiglio Comunale di Besate (MI) ha deliberato di intitolare a Luigi Marangoni la sua Unità mobile per le donazioni di sangue ed una strada. . Il Comune di Pavia, sua città natale, gli ha intitolato una strada. . La Croce Bianca di Milano ha intitolato a Luigi Marangoni una nuova autolettiga. . L’Ospedale Policlinico di Milano ha intitolato a Luigi Marangoni il padiglione del Centro Trasfusionale e di Immunologia dei trapianti. . E’ stato insignito della Medaglia d’oro al merito della Sanità pubblica. . Alla sua storia è dedicato un capitolo del libro di Mario Calabresi “Spingendo la notte più in là” (Mondadori, 2007). . Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel 2010 gli ha conferito la Medaglia d’oro per le Vittime del terrorismo. . Il Comune di Milano gli ha intitolato un giardino pubblico, ponendo una targa alla memoria, nel 30° anniversario della morte.

RINGRAZIAMENTO IN OCCASIONE DELL’INAUGURAZIONE GIARDINI AXUM

Desidero ringraziare il Sindaco Sig.ra Letizia Moratti per essere venuta oggi tra noi per intitolare il nostro giardino al nome di mio marito nel 30° anniversario della sua morte. E’ un gesto bellissimo, con un grande significato per tutti, che apprezzo molto e mi commuove profondamente. Questo piccolo giardino appartiene quasi alla nostra casa, data la grande vicinanza. Qui hanno giocato i nostri bambini con tanti amici del quartiere, oggi giocano i nostri nipoti e mio marito veniva sempre a passeggiare con il cane. Penso che non avremmo potuto trovare un modo migliore di ricordarlo e sono sicura che a lui sarebbe piaciuto molto. Questo giardino è sempre molto frequentato dai bambini che escono dall’asilo e dalle elementari e lo sarà di nuovo anche dai ragazzini delle medie quando ritorneranno qui nella loro scuola che sta per essere ricostruita. Ringrazio il Sig. Antonio Iosa, presidente dell’Associazione dei Familiari delle Vittime del Terrorismo per Milano che si adopera sempre perchè tutte le vittime del terrorismo siano ricordate. Desidero anche ringraziare tutti gli amici e le persone del nostro quartiere che sono venute così numerose questa mattina per condividere con noi questo momento bello di ricordo. So che tutti hanno conservato la memoria di quello che è successo a mio marito e alla nostra famiglia. Ci siete stati vicini in questi anni in tanti modi, con simpatia e affetto. E questa vicinanza ci è stata di grande aiuto. Ed è stata anche il motivo per il quale ho voluto rimanere ad abitare qui nella nostra casa, nonostante i ricordi tristi, ma proprio per coltivare e mantenere viva questa memoria.
Grazie ancora a tutti per essere stati con noi.

Vanna Bertelé Marangoni

Antonio Iosa
Coordinatore Lombardo AIVITER


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associazione italiana
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