sabato , 23 settembre 2017
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Fausto e Iaio





Giardini di Piazza Durante







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18 Marzo 2012 – Cerimonia intitolazione Giardini di piazza Durante dedicati a Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci (detto Iaio), studenti del Casoretto/Lambrate uccisi il 18 marzo 1978 e vittime del terrorismo per mano fascista

Intervento del Sindaco di Milano, avv. Giuliano on. Pisapia

Amici, concittadini, abitanti del Casoretto,

oggi a nome di tutta la città dedichiamo questi giardini alla memoria di due giovani milanesi.

Due giovani di questo quartiere che trentaquattro anni fa, il 18 marzo del 1978, furono assassinati barbaramente e vigliaccamente in questo quartiere.

Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, Fausto e Iaio come li conosciamo tutti, erano due ragazzi come tanti.

Due giovani che come moltissimi altri loro coetanei frequentavano il Centro Sociale Leoncavallo, che aveva qui vicino la sua sede storica, due giovani che come tanti erano impegnati politicamente e nel sociale. Fausto e Iaio, in particolare, si erano dedicati attivamente alla lotta contro lo spaccio e per la prevenzione dalle tossicodipendenze.

Il loro omicidio fu uno degli episodi più orribili di quegli anni violenti.

Ancora oggi, la loro uccisione è una ferita aperta per migliaia di milanesi che vissero quei momenti, quei giorni drammatici.
Un episodio che ha segnato indelebilmente la memoria di una intera generazione.

In quel periodo terribile si susseguirono attentati, stragi e omicidi.
Furono anni caratterizzati da un odio e da una violenza che non dovranno mai più ripetersi e che dobbiamo rifiutare e condannare con tutte le nostre forze.

Per molti dei crimini commessi in quegli anni è stata fatta giustizia. Chi ha sbagliato, chi ha commesso dei crimini, nella maggior parte dei casi, sta pagando o ha pagato il suo debito con la giustizia e la società.

Per Fausto e Iaio non c’è stata la consolazione di vedere arrestati e puniti i colpevoli.

Soprattutto, non sono mai stati svelati i retroscena e le trame che le indagini hanno lasciato intravedere e sono rimasti senza nome i mandanti e le abiette motivazioni di quel delitto.

Certo, nonostante i tentativi iniziali di depistaggio, è apparsa subito chiara la matrice politica di quell’attentato e le responsabilità degli ambienti della destra eversiva, ma non si potà arrivare mai ad una sentenza di condanna definitiva, ad una verità giudiziaria.

Il fatto che per Fausto e Iaio non si sia mai arrivati a una verità accertata e a responsabili certi aggiunge dolore e tristezza al dramma della morte di due diciottenni.

Le tante zone d’ombra, le tante reticenze, i tanti risvolti non indagati a fondo rendono ancora più amara questa triste vicenda.

Nessuno potrà quindi mai ripagare e consolare i genitori, i parenti, gli amici per una perdita tanto grave e avvenuta in modo così assurdo.

Nessuno potrà restituirci la voglia di vivere, l’entusiasmo la carica di idealità e di speranza per il futuro di Fausto e Iaio.

Oggi però Milano vuole fare qualcosa per loro e per tutti i cittadini che non hanno voluto dimenticare.

Dedicare a Fausto e Iaio questi giardini è un piccolo gesto simbolico che vuole testimoniare la vicinanza e la partecipazione dell’Amministrazione Comunale.

è un gesto e che vuole riparare, almeno in parte, a tanti anni di oblio e di latitanza delle Istituzioni.

Questi giardinetti saranno un luogo di pace, di svago, di riposo per i cittadini del Quartiere. Un luogo tranquillo per gli anziani, i bambini e le famiglie che troveranno qui un po’ di quella Milano bella, sicura, civile che vogliamo costruire.

Una Milano dove tutti possano sentirsi parte integrante di un’unica comunità, dove la solidarietà e la partecipazione siano valori sempre più diffusi e condivisi.

Una Milano serena e vivibile come la volevano Fausto e Iaio.

Grazie.

***

La Primavera di Fausto e Iaio: ragazzi del Casoretto
Su iniziativa del Consiglio di Zona 3, il Comune di Milano, con la partecipazione del Sindaco Giuliano Pisapia, ha intitolato i “Giardinetti” di piazza Durante in memoria delle due vittime del terrorismo Fausto Tinelli e Lorenzo “Iaio” Iannucci, diciottenni militanti del Centro Sociale Leoncavallo, che vennero uccisi 34 anni fa, da un gruppo di tre terroristi neofascisti.
Si è trattato di una cerimonia molto partecipata ricca di iniziative, di ricordi e testimonianza, di recital e di animazione musicale, che ha visto coinvolti studenti e un numerosissimo pubblico non solo della Zona e del Quartiere, ma proveniente da ogni parte della nostra Milano.
Lorenzo Iannucci era nato a Telese (Benevento) il 29 Settembre 1959, mentre Fausto Tinelli era nato a Trento il 25 novembre 1959 ed entrambe le famiglie, una dal Sud, l’altra dal Nord, emigrarono a Milano.
A Telese, paese natale di Iaio, sarà intitolato il giardino della scuola elementare. A Trento, città natale di Fausto, è stato chiesto dalla società civile l’intitolazione di un luogo pubblico.
Gli anni ’70 furono gli anni della paura, della contestazione studentesca e della nascita dei gruppi terroristi armati dell’estrema sinistra e dell’estrema destra. Gli anni ’70 furono, per molti giovani, anche anni di sogni, d’impegno civile, politico e sociale, dove maturarono il senso di appartenenza ad un quartiere, ad una città.
I due coetanei, simpatizzanti dell’area di della contestazione studentesca, che credevano nella forza del futuro, erano frequentatori del Centro Sociale Leoncavallo, ma vivevano anche all’ombra del Santuario con l’affresco quattrocentesco di S. Maria Bianca della Misericordia in Casoretto, ove si tennero i loro funerali con la commossa partecipazione di ben 100 mila persone.
La loro uccisione avvenne il 18 marzo del 1978, due giorni dopo il sequestro dell’on. Aldo Moro.
I due ragazzi del Casoretto/Lambrate conducevano una inchiesta sugli spacciatori di eroina e cocaina nel loro quartiere . Il 18 marzo di 34 anni fa, i due studenti caddero sotto 8 colpi di pistola di un gruppo di tre terroristi, alle ore otto di sera, in una strada di Milano: sul marciapiede di via Mancinelli, a poca distanza dai giardini stessi.
Dopo l’assassinio, i tre terroristi fuggirono lungo la via Mancinelli e si dileguarono!
La rivendicazione più attendibile venne dai Nar Brigata Franco Anselmi, col nome di un giovane eversore di destra, ucciso durante una rapina a un’armeria di Roma. I Nuclei Armati Rivoluzionari era un gruppo di fuoco neofascista, che operava attivamente non solo a Roma, ma anche a Milano, ove hanno compiuto 8 omicidi.
Dopo 22 anni le indagini non trovarono nè i mandanti, nè gli esecutori del delitto e, per mancanza di prove sufficienti a carico degli indagati neofascisti romani, con decreto del giudice Clementina Forleo, il 6 dicembre del 2000 si pose fine alla lunga inchiesta giudiziaria. L’archiviazione della procedura penale per il duplice omicidio a carico di esponenti della destra eversiva fu decisa, perchè non erano emersi elementi probatori idonei a dimostrare la responsabilità degli indagati.
Fu, successivamente, ipotizzato che Fausto e Iaio, fossero stati uccisi in un inquietante scenario di depistaggi e poteri occulti dai servizi segreti deviati, giunti da Roma durante il sequestro Moro. Fausto Tinelli, all’epoca, abitava in via Montenevoso 9, mentre al numero civico 8 c’era un covo delle brigate rosse, ove verrà scoperto, il 10 ottobre del 1978, il nascondiglio con le lettere originali di Aldo Moro mentre era sequestrato.

Su questa pista di intrighi, depistaggi e crimini esistono molte congetture.
I killer non sono mai stati individuati e la morte di Fausto e Iaio è diventata una delle tante storie occulte degli anni ’70 e della strategia della tensione.
I ragazzi del Casoretto sono rimasti nel cuore non solo degli abitanti del quartiere, ma per il coraggio dimostrato di affrontare la morte per i loro nobili ideali, costituiscono, storicamente, punti di riferimento delle nuove generazioni impegnate nella vita politica, sociale e culturale di Milano. Queste due vittime del terrorismo, nell’immaginario collettivo e nella coscienza popolare, sono, a pieno titolo, dei martiri caduti per mano fascista.
Negli anni ’70 i Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) di estrema destra neofascista non solo hanno lastricato di morti la città di Roma, ma anche la città di Milano.
Questi i caduti a Milano, per mano dei Nar e neofascisti:
12/041973 – Felice Marino, agente di PS; 18/03/1978 Lorenzo Iannucci (detto “Iaio”) e Fausto Tinelli, studenti; 26/11/1980 Ezio Lucarelli, agente di PS; 19/10/1981 Carlo Buonantuono e Vincenzo Tumminello, agenti di Ps; 18/11/1982 Erminio Carloni, guardia giurata della Mondiapol.
Ben 8 omicidi di marca fascista hanno insanguinato Milano. Non si possono dimenticare i 29 morti dello stragi fasciste di: Piazza Fontana, via Fatebenefratelli e Piazza della Loggia a Brescia.

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Piazza Durante, già antica piazzale delle Rottole, è un giardino e un parco giochi per il popolo del Casoretto; da oggi è anche luogo di memoria del passato e del presente, per contrastare il tentativo di riscrivere la storia degli “anni piombo”. Tutti gli abitanti dei quartieri della Zona 3 hanno due luoghi della memoria: i Giardini di Piazza Gobetti dedicati a Carlo Buonantuono e Vincenzo Tumminello, due agenti di Polizia, uccisi da Nar e i giardini di piazza Durante dedicati a Fausto e Iaio. Sono questi due luoghi di percorsi educativi per non dimenticare e non stancarsi di raccontare e raccogliere gli ideali di passione civile e di impegno sociale dei due giovani e di due esponenti delle forze dell’ordine vittime del dovere.
Perpetuiamo il messaggio di combattere, per nobili ideali, senza violenza e senza odiare.
Fausto e Iaio sono qui tra la loro gente, al centro di questa piazza, crocicchio della strada Milano-Crescenzago, ove dal 1404 vede collocata la stele in serizzo con capitello corinzio del simulacro Madonnina copia rozza dell’affresco e rivolta verso la facciata dello storico Santuario di S. Maria Bianca della Misericordia. Fausto e Iaio, in questa piazza – aiuola, godono della protezione della Madonna, del popolo del Casoretto e dei giovani di Milano.
Le due “mamme coraggio” di Fausto e Iaio sono diventate, da quel tragico giorno del 18 marzo 1978, il simbolo della ricerca per ottenere verità e giustizia sulla morte atroce dei loro figlioli.
A loro e alle loro famiglie, si uniscono nel ricordo e nel dolore tutti i familiari delle vittime del terrorismo.

Antonio Iosa, ferito il 1° Aprile 1980 dalle brigate rosse

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Milano. Sabato 18 marzo 1978.

Il vento di marzo sposta il lampioncino in fondo a destra,lo fa dondolare come un’altalena. Il silenzio maschera il rumore sordo di passi veloci. Sono quelli di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, detto Iaio. Loro sono due ragazzi che vestono come una volta: jeans scampanati,camicione a quadretti, giubbotti con le frange, capelli lunghi. Di sabato, a quell’ora, percorrono via Mancinelli, la strada che divide in due il quartiere Casoretto.Trecento metri senza luce,un luogo poco frequentato, buio. Trecento metri che mettono paura.

La loro vita scorre come la trama di un film e i ricordi sono rapidi. Quelle giornate passate a suonare al Parco Lambro, sognando la California, l’India, il Messico, sempre lì, pronti ad ascoltare chi torna da mete lontane, ognuno dentro la sua piccola verità. La memoria si rincorre come le chitarre di Crosby,Stills,Nash e Young, di Keith Richard e Mick Taylor dei Rolling Stones. Le voci degli amici, delle ragazze, le lunghe discussioni politiche, le feste al Leoncavallo, concerti di jazz di blues, il teatro.

All’altezza del portone dell’Anderson School i passi d’improvviso si fermano. Fausto e Jaio avvertono il pericolo,si voltano per chiedere aiuto ma intorno a loro c’è il vuoto e la solitudine di Milano. Così due persone si avvicinano con fare sbrigativo. Li bloccano. Ora i quattro si trovano faccia a faccia. Si fa avanti uno con l’impermeabile bianco e il bavero alzato. “Siete del Centro Sociale Leoncavallo?. Fausto e Lorenzo si guardano, sono increduli. Non rispondono perchè non vi è risposta alcuna.

Il senso della loro speranza si spegne sotto i colpi di otto proiettili Winchester calibro 7,65,sparati da un professionista. Un’esecuzione. Il primo a cadere è Fausto Tinelli. Poi tocca a Lorenzo Iannucci. Fausto è riverso sul piano stradale mentre Iaio si trova a breve distanza, centrato dal killer mentre tenta una fuga impossibile. Dopo quei colpi sordi la strada si fa ancora più scura e nel buio scappano come sempre gli assassini.

Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci detto Iaio sono stati riconosciuti vittime del terrorismo politico.

Le inchieste hanno accertato che il duplice omicidio è stato ideato e realizzato da un gruppo misto di aderenti a NAR, Nuclei Armati Rivoluzionari, e alla Banda della Magliana, organizzazione criminale in contatto con i servizi segreti SISMI e con la loggia massonica P2.

Il giudice di Milano Guido Salvini ha indagato i neofascisti Massimo Carminati, Claudio Bracci, mario Corsi.

la loro posizione è stata archiviata nel 2000 dal gup Clementina Forleo.

Ad oggi per Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci non vi è alcuna giustizia penale.

Daniele Biacchessi

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