martedì , 26 settembre 2017
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Carlo Buonantuono e Vincenzo Tumminello







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30 anni fa l’uccisione di Carlo Buonantuono e Vincenzo Tumminello da parte dei NAR

Il 19 ottobre del 1981 i due agenti svolgevano un servizio di pattuglia e di controllo ad un’autovettura sospetta. I tre occupanti della vettura reagirono barbaramente, sparando ripetuti colpi di arma da fuoco, uccidendo i due poliziotti. Il gruppo degli sparatori fu identificato in tre terroristi appartenenti ai Nuclei Armati rivoluzionari di estrema destra. Carlo Buonantuono e Vincenzo Tumminello erano nati nello stesso anno 1954 ed avevano appena 27 anni, quando caddero sotto il piombo dei terroristi.

Buonantuno, nato a Dragoni un paese della provincia di Caserta l’11 di maggio, era entrato nella Polizia nel1973 a solo 19 anni e, dopo avere frequentato la Scuola Allievi di Trieste, raggiunse Milano, prestando servizio presso il Reparto Celere della Questura.

Tumminello, nato a Palermo il 14 marzo del 1954, era entrato nella polizia nel 1979 all’età di 25 anni e, dopo avere frequentato la Scuola Allievi di Bolzano, venne a Milano e prestò servizio alla Questura. Entrambi i caduti, il 31 marzo 2005, sono stato insigniti della medaglia d’oro al Merito Civile “alla memoria”.

Dal 1968 al 1983 la nostra Milano ha vissuto il triste periodo storico dell’eversione di estrema destra e di estrema sinistra contro l’ordinamento costituzionale dello Stato. Il terrorismo nero a Milano è stato presente non solo con le stragi, ma anche con i gruppi di fuoco dei NAR collegati ad Ordine Nuovo). Sotto i colpi dell’eversione di destra sono caduti non solo gli agenti Buonantuono e Tumminello, ma anche l’agente Antonio Marino, il 12/04/1973, in via Bellotti (angolo Piazza Bandiera; Ezio Lucarelli, carabiniere, il11/12/1980; Erminio Carloni, guardia giurata della Mondialpol, il 18/11/1982, in viale Zara 106.

L’eversione nera neofascista si è mossa nella logica di un cambiamento a destra del quadro politico istituzionale con spinte involutive antidemocratiche, autoritarie e blocco d’ordine. Furono gli anni ’70 un periodo storico in cui nel Paese imperversavano tentativi golpisti pilotati da uomini dei servizi segreti deviati. Anchein Milano fu in auge il “manuale delle guardie nere” che volevano disintegrare il nostro sistema democratico e insegnava che la violenza non è un capriccio, ma una necessità chirurgica e, addirittura, una virtù per estirpare la violenza dell’estremismo rivoluzionario di sinistra. Tale disegno di lucida follia si espresse nella nostra Milano con la Strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969, con quella della Questura di Milano, con quello di piazza della Loggia a Brescia, sino alle stragi sui treni nel resto d’Italia.
n. 22/2011

Antonio Iosa
Coordinatore Lombardo AIVITER


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