martedì , 26 settembre 2017
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Antonio Custra



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Antonio CUSTRA

Antonio Custra nasce a Napoli il 27 febbraio 1952. Entra in Polizia nel 1972, dopo avere frequentato la Scuola Allievi di Alessandria. Presta servizio a Roma e, da ultimo, presso il III reparto Mobile di Milano come vicebrigadiere. Muore a 25 anni, lasciando la moglie incinta, che darà alla luce, pochi mesi dopo, una figlia che chiamerà Antonia, in ricordo di suo papà. Custra è stato insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile “alla memoria” il 12 maggio 2004. Il Comune di Milano, nel 2010, ha posto una targa sul luogo ove è caduto: via De Amicis,51.

ATTENTATO
Il 14 Maggio 1977, nel corso di una manifestazione organizzato da gruppi della sinistra extraparlamentare per protestare contro l’uccisione della studentessa Georgiana Masi, avvenuta a Roma, Custra era schierato con il reparto Celere in via De Amici (angolo via Ausonio), per fronteggiare i dimostranti. In quegli anni le manifestazioni violente erano quotidiane. La contestazione creava un clima di lotta politica con rabbiosi scontri di piazza fra studenti di “formazioni autonome” e forze dell’Ordine. Ai lanci di sassi, biglie d’acciaio, uso di corpo contundenti, bottiglie molotov e armi da fuoco contro i poliziotti, si contrapponevano i manganelli e i lanci di lacrimogeni per sedare i disordini. I giovani contestatori armati spararono contro lo schieramento degli agenti di PS in via De Amicis. Fu un tiro al bersaglio, un omicidio premeditato, un delitto freddo e irrazionale. Il proiettile calibro 7,65 percorre, a velocità subsonica, circa 100 metri dal fondo di via De Amicis e termina la sua corsa conficcandosi nella testa dell’agente, che cadde sul selciato all’altezza del n. civico,51. Smetterà di respirare solo il giorno successivo, col cervello distrutto dal proiettile. Durante questa manifestazione furono scattate fotografie di dimostranti armati. Famosa e storica rimane la foto, che mostrava lo studente autonomo, “Giuseppe Memeo”, impugnare a due mani una pistola puntata all’altezza d’uomo. Nel febbraio del 2012 scoppia la polemica, perchè un altro giovane era stato fotografato con le armi in pugno ed identificato in Maurizio Azzollini, che all’epoca era uno studente di 16 anni. Da anni Azzollini lavora al Comune di Milano nel settore dei servizi educativi, tanto da diventare dal 2011 uno stretto collaboratore del Vice-Sindaco. Ancora più tormentata la vicenda giudiziaria per individuare i colpevoli dell’omicidio Custra. Inizialmente attribuita a Memeo, salvo scoprire, molti anni dopo, come autore del delitto, Mario Ferrandi, riconosciutosi colpevole e condannato all’ergastolo. L’altro autonomo, Walter Grechi, fu condannato a 14 anni di reclusione per concorso morale nell’assassinio. La figlia del vicebrigadiere Custra, Antonia, a distanza di 33 anni, ha voluto incontrare a Milano l’uccisore di suo papà: Mario Ferrandi. Antonia era convinta di lenire la sua atroce sofferenza quotidiana, guardando il volto di colui che gli aveva impedito di conoscere il padre. S’illudeva di capire il “Perchè!” Fece scalpore, a livello mediatico, tale incontro fra una figlia di una vittima e il carnefice del proprio padre. L’incontro fu di straordinaria umanità. I due, Antonia e Mario, si parlarono, pranzarono e assieme ,in moto, si recarono sul luogo della sparatoria, ove il sibilo di un proiettile calibro 7,65 sembrava ancora attraversare l’aria di via De Amicis. Da questo incontro Antonia ritorna a casa sempre più in preda ad uno stress post-traumatico! Non aveva trovato risposta alla morte, tanto assurda, di suo papà. Non poteva comprendere il contesto storico della violenza politica degli anni’70 nella quale sprofondò l’Italia negli spietati “anni di piombo”: anni di terrore, di paura, di odio, di scontri, di violenza omicida, che hanno causato la morte di 489 vittime innocenti.

Antonio Iosa
Coordinatore Lombardo AIVITER


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