lunedì , 20 novembre 2017
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Antonio ANNARUMMA


Antonio Annarumma il protomartire degli anni di piombo


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Antonio Annarumma, figlio di un bracciante agricolo del Sud d’Italia, era nato a Monteforte Irpino provincia di Avellino il 10 Gennaio 1947.
Era un ragazzo normale, che ha cercato il lavoro, con un “posto fisso”, in Polizia”. Entrò in nel corpo della polizia nel 1967, dopo avere frequentato la Scuola Allievi di Caserta. Prestò servizio nel Reparto Mobile di Foggia e, successivamente, nel Reparto Celere di Milano.
Annarumma è stato insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile. In sua memoria è stata intitolata la Caserma di Piazza S. Ambrogio e l’omonimo Parco pubblico a Milano. Il Comune di Avellino gli ha dedicato una strada.

ANTEFATTO
Nel pomeriggio del 19 Novembre del 1969 si svolgeva a Milano uno sciopero contro il caro – affitto indetto dai Sindacati CGIL, CISL e UIL e, contemporaneamente, due cortei: uno dei marxisti – leninisti ed uno degli anarchici. La manifestazione sindacale si teneva in via Larga, al Teatro Lirico di Milano, con la partecipazione del Segretario Nazionale Luciano Lama e di molti lavoratori. Il Reparto della Mobile, per prevenire incidenti, era schierato tra via Larga e via Rastrelli e fece partire improvvise cariche per disperdere i presenti con l’uso di lacrimogeni e camionette.

IL FATTO
Antonio Annarumma, quel maledetto 19 novembre, era in servizio, come Guardia di Pubblica Sicurezza, che dalla Caserma di Piazza S. Ambrogio, si era spostato in via Larga per svolgere il servizio d’ordine, come autista, a bordo della sua camionetta.
Il Movimento Studentesca, dalla vicina Università Statale, si unì negli scontri di piazza. I giovani di estrema sinistra raccolsero, da un vicino cantiere, dei tubolari d’acciaio e li lanciarono contro la polizia. Un tubo colpì l’agente Annarumma, che ebbe il cranio perforato; perse il controllo della mezzo che guidava, con a bordo tre colleghi; si schiantò contro un altro mezzo della polizia. Prontamente soccorso fu trasportato in Ospedale, ove fu ricoverato d’urgenza.
Vi morì due giorni dopo, lasciando nello sconcerto i colleghi.
L’inchiesta della Magistratura identificò le cause della morte, ma non poté dare un nome ai responsabili dell’assassinio. Il suo omicidio rimase impunito. La morte di questo poliziotto, venuto dal profondo Sud, suscitò cordoglio e sdegno nella città di Milano. In un clima di scontri e di violenza politica si svolsero i suoi funerali con la partecipazione di una folla enorme di cittadini; la solidarietà del Presidente della Repubblica dell’epoca, on. Giuseppe Saragat; l’adesione di esponenti istituzionali e di rappresentanti di tutti i partiti presenti in Parlamento.
Tale tragico episodio segnò l’escalation della “guerriglia urbana e l’inizio della strategia della tensione e degli opposti estremismi a Milano”, attraversata da opposte fazioni politiche di giovani del Movimento Studentesco e della galassia della sinistra extraparlamentare, che si scontravano con esponenti del Fronte della Gioventù del MSI e dei neofascisti di destra, fra cui i violenti “Sanbabilini”. 23 giorni dopo la morte di Annarumma, il 12 Dicembre del 1969, avvenne l’infame Strage fascista di Piazza Fontana, che provocò la morte di 17 innocenti e il ferimento di 88 persone. E’ l’inizio della tragedia e del terrorismo in Italia.


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