lunedì , 21 maggio 2018
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L’artificiere indagato e i falsi misteri sul Caso Moro

Roma — Nel giugno scorso — 35 anni dopo i fatti — denunciò un nuovo, asserito mistero del caso Moro. Con una confessione apparentemente clamorosa: lui stessi, in qualità di artificiere, la mattina del magio 1978 scoprì il cadavere del presidente della Dc all’interno della Renault 4 rossa parcheggiata in via Caetani, dandone notizia al ministro Francesco Cossiga accorso sul luogo, un’ora prima della telefonata con cui i brigatisti rossi annunciarono l’esecuzione della telefonata con cui brigatisti rossi annunciarono l’esecuzione della condanna a morte. E dunque: chi aveva saputo in anticipo dell’avvenuto omicidio? Perché Cossiga, successivamente ripreso dalle telecamere vicino…Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto