domenica , 16 dicembre 2018
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L’Ambrogino d’oro a D’Elia? Una provocazione che offende la memoria dei caduti e la coscenza civile e democratica della città di Milano

Ambrogino d’Oro a D’Elia? una provocazione

Milano, 19 ottobre 2011 – Semplicemente provocatoria è la proposta di assegnare un “Ambrogino d’oro” a Sergio D’Elia, ex parlamentare radicale ed ex terrorista di Prima Linea, condannato a 25 anni per l’uccisione a Firenze dell’agente di polizia Fausto Dionisi e considerato oggi “un missionario e un benefattore dell’umanità per avere scontato i suoi crimini e avere fondato l’Associazione “Nessuno tocchi Caino”.

Nel momento in cui il Comune di Milano con il “Progetto Casa della Memoria”, intende costruire una “Grande Casa” di tutte le vittime cadute per la Liberazione dell’Italia e per la salvaguardia dell’ Ordinamento costituzionale dello Stato democratico; nel momento in cui il Comune è attivamente impegnato ad onorare le vittime di terrorismo e di stragi con i percorsi sui luoghi della memoria, ove sono avvenuti omicidi e stragi; nel momento in cui si cerca di proseguire a combattere il terrorismo, anche in termini culturali, facendone altresì opera di didattica e di divulgazione rivolta a tutti e, particolarmente, alle nuove generazioni che non hanno vissuto e conosciuto i tragici anni di piombo.

Nel ribadire l’esigenza della “memoria storica” per la ricerca della verità e per educate alla difesa della legalità e alla salvaguardia di un patrimonio di non violenza, di libertà e democrazia a nome dei familiari delle vittime del terrorismo elevo il mio grido di sdegno contro simile proposta provocatoria, che offende la memoria dei caduti e la coscienza civile e democratica della Città di Milano.

Antonio Iosa
Il responsabile lombardo dell’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo