mercoledì , 18 ottobre 2017
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L’accusa, poi l’assoluzione ecco cosa c’è in quelle carte

Milano — In 25 secondi, studiatamente gli ultimi dal faccia a faccia con Giuliano Pisapia su Sky, le parole di Letizia Moratti risultano contraddette due volte dalle sentenze: da quella d’Appello che il sindaco tace, e da quella stessa di primo grado che cita. Moratti richiama un verdetto d’Assise del 1984 per affermare che solo un’amnistia aveva salvato il rivale da una condanna per furto, ma tace che Pisapia in Appello era poi stato assolto nel merito nel 1986 «per non aver commesso il fatto». E anche solo… Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto