venerdì , 21 settembre 2018
Ultime News
Home » Articoli di giornale » Articoli vittime » La figlia di Galli: magistrati denigrati Alfano: non è vero

La figlia di Galli: magistrati denigrati Alfano: non è vero

ROMA – Mio padre, Guido Galli, «non voleva essere un eroe». Solo un «uomo come gli altri che faceva il proprio dovere fino in fondo». «Per questo non accetto la costante denigrazione del suo e del mio lavoro». È un composto, ma inequivocabile atto di accusa quello di Alessandra Galli, magistrato. Come suo padre, ucciso dai terroristi di Prima Linea. Ma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, lo respinge al mittente: «Non sono noto, né io né il governo, per denigrare i magistrati. Noi lavoriamo per far funzionare la giustizia». Era il giorno della festa del papà del 1980 quando Alessandra Galli perse il suo per mano terrorista. Un commando di Prima Linea gli sparò tre colpi di fronte all’ aula 309 della Statale di Milano dove insegnava criminologia. Lei era in università. Lo seppe. Si precipitò e lo trovò a terra in un lago di sangue e il codice a fianco. Ora lei è giudice, a Chiavari. Come sua sorella, a Milano. Come lui. Per questo ieri nel suo intervento, lucido e appassionato, ha voluto parlare anche del lavoro del magistrato. Ha spiegato che richiede tra le altre doti: la «pazienza e l’ umiltà». Ma anche la… Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto