lunedì , 25 giugno 2018
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La Banca d’Italia trasformata in set per raccontare la storia di Ambrosoli

Il governatore Visco trova nel cortile della Banca d’Italia la sua auto bloccata dai camion della troupe. L’austero Palazzo Koch è sconvolto dal caos creativo del set, con i fonici nervosissimi e gli attori che si calano negli abiti degli anni 70. Nel frattempo, un uomo che somiglia al governatore Carli sale lo scalone monumentale insieme con un visitatore, un giovane avvocato milanese, cui annuncia l’imminente crollo della Banca, privata italiana di Michele Sindona. E Giorgio Ambrosoli, assassinato l’11 luglio 1979. Per la prima volta la sede di Bankitalia diventa un set cinematografico. Non è un film ma una fiction Rai (coprodotta da Matteo Levi). Una novità assoluta cui non è estranea Anna Maria Tarantola, che prima di presiedere la Rai si è formata in Banca d’Italia: «Ambrosoli era un mio amico, veniva a cena a casa nostra. L’ho visto dieci giorni prima che morisse. Era consapevole del rischio che correva; ma non aveva mai sentito così forte il dovere di fare qualcosa per il suo Paese. Era una persona normalissima, lo rivedo mentre prende un whisky dopo cena seduto in poltrona… Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto