domenica , 16 dicembre 2018
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Io prigioniero come Aldo

«Non c’ero quando è morto Aldo Moro. È morto senza confronto. Era il 9 maggio 1978. Non avevo ancora quattro anni. Ma dov’ero quel 9 maggio? Cosa facevo? A che pensavo?». Per psicosomatizzare meglio la tragedia che va in scena, «Aldo Morto» (c.so Buenos Aires 33, da oggi al 2 marzo), Daniele Timpano avalla con la sua firma teatrale le domande generazionali di un individuo non informato sui fatti ma già curioso di altri cadaveri politici, da Mazzini a Mussolini. «Ho conosciuto Moro con Volontè nel film di Ferrara, ma non sapevo fosse una storia vera. Non recito Moro, resto l’autore che filtra materiali d’epoca cercando di colmare la differenza anagrafica, quindi la mia falsità di testimone mancato, con un’esperienza carnale e fisica esasperata di cui il monologo è il risultato in divenire». Il dramaturg, regista e attore Timpano,dal 16 marzo al 9 maggio 2013 si è fatto chiudere per 54 giorni, quanto la prigionia di Moro, in una cella 3 x 1 costruita in un…Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto