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Home » Notizie » Cerimonie ed anniversari » Intitolazione giardino a Pierluigi Torregiani 15 giugno 2013 Cerimonia Pierluigi Torregiani, gioielliere – Vittima del terrorismom ucciso dai PAC di Cesare Battisti il 16/02/1979 – Intitolazione Giardino via Baldinucci

Intitolazione giardino a Pierluigi Torregiani 15 giugno 2013 Cerimonia Pierluigi Torregiani, gioielliere – Vittima del terrorismom ucciso dai PAC di Cesare Battisti il 16/02/1979 – Intitolazione Giardino via Baldinucci

15 Giugno 2013 – Cerimonia d’intitolazione del Giardino di via Baldinucci (angolo Maffucci), dedicato a Pierluigi Torregiani, Orefice e Vittima del terrorismo.

Sono grato al Comune di Milano per l’impegno profuso nel percorso della memoria per ricordare alla cittadinanza milanese tutte le vittime del terrorismo. Con questa Cerimonia l’itinerario si avvia alla sua conclusione, anche se rimane l’ultima intitolazione di una piazza da dedicare alle tre vittime dimenticate della Strage di via Adige: Domenico Bornazzini, Carlo Lombardi e Pierantonio Magri. Ringrazio le Associazioni presenti, ma soprattutto i cittadini del quartiere “Bovisa”, che danno un tono di amicizia e di solidarietà alla figura d Pierluigi Torregiani. Oggi ci stringiamo in un abbraccio ai suoi tre figli : Anna, Marisa e Alberto che partecipano a questa cerimonia. L’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo vuole ricordare tutte le figure dei martiri della democrazia, per sottolineare che il terrorismo fu una tragedia nazionale, che ha portato alla sconfitta le conquiste “del Movimento operaio” e ha ucciso la speranza di cambiamento in Italia. Oggi siamo qui riuniti per rievocare la figura di Torregiani, in quel tragico attentato del 16 febbraio 1979, quando fu affrontato da un gruppo di fuoco, composto di quattro terroristi. L’orefice stava aprendo il suo negozio in via Mercantini, dopo una pausa di pranzo, verso le tre del pomeriggio, accompagnato dai figli Marisa e Alberto, quando fu aggredito e assassinato con un proiettile 357 Magnum, sparato dal terrorista Giuseppe Memeo. Pierluigi crolla a terra e viene finito, con un colpo alla testa, sparato dall’altro terrorista Gabriele Grimaldi. I due sparatori Memeo e Grimaldi erano assieme ad altri due complici, Sante Fatone e Sebastiano Masala, appartenenti ai Proletari Armati per il Comunismo, un gruppo rivoluzionario fondato dall’ideologo Arrigo Cavallina, che aveva indottrinato Cesare Battisti detenuto nel carcere di Udine. I PAC hanno commesso ben quattro omicidi, due dei quali a Milano: quello di Torregiani il 16 febbraio del 1979 e due mesi dopo, il 19/Aprile, quello di Andrea Campagna, il giovane poliziotto del quartiere “Barona”, oggi rappresentato dal fratello Maurizio. Gli altri due omicidi sono avvenuti nel Veneto. Il primo, in data 6 giugno 1978, con l’uccisione della guardia carceraria di Udine Antonio Santoro, il cui figlio Alessandro non è presente per un impedimento e il 16 febbraio 1979 (nello stesso giorno dell’uccisione di Torregiani) con l’omicidio del macellaio Lino Sabbadin di Santa Maria in Sala in provincia di Venezia, rappresentato dal figlio Adriano, , sapendo che ebbe, nel 2011, lettere anonime di minaccia da parte dei simpatizzanti di Battisti. I Proletari Armati per il Comunismo erano una formazione di 60 terroristi, tornati alla ribalta, nel 2004, per la nota vicenda di Battisti, condannato all’ergastolo dalla Giustizia Italiana per ben quattro omicidi. Fuggito dal carcere di Frosinone il 4 ottobre 1981, ove era detenuto con la condanna a 13 anni e 5 mesi per il delitto Torregiani, si diede latitante prima a Porto Escondito in Messico e poi si rifugiò in Francia, in ossequio alla generosa dottrina “Mitterdand”. Nel 2004, la Francia concesse l’estradizione, ma Battisti si rese irreperibile, coadiuvato dagli intellettuali e dai politici della “gauche” e dai servizi segreti francesi. Nel 2007, il gaudente terrorista, fu arrestato in Brasile sulla spiaggia di Copacabana a Rio de Janejro e sale alla ribalta della cronaca mediatica. Nel giugno del 2011, la Corte Suprema Brasiliana nega l’estradizione in Italia e gli riconosce lo “status di rifugiato politico”, con il consenso dell’allora Presidente del Brasile, al termine del suo mandato, Luiz Inacio, Lula da Silva. Battisti ha eluso la Giustizia italiana e continua la sua scandalosa telenovela di provocazione. Resta l’amara realtà, che Battisti si presenta come un perseguitato politico, mentre di fatto è un terrorista e delinquente impunito, che beffa la giustizia italiana. Come ha detto il Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano, questo assassino dovrebbe avere il coraggio di tornare e scontare la sua pena in Italia.

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Il Giardino intitolato dal Comune di Milano in memoria di Torregiani, insegna ai milanesi il “dovere della memoria collettiva” per educare le nuove generazioni alla legalità, alla non violenza, al rispetto della vita umana. La figura di Torregiani emerge come un “eroe della quotidianità”, della normalità, dell’impegno di vita dedito alla famiglia, al lavoro, al dovere di cittadino onesto. Abbiamo troppi ritardi etici, storici e culturali per una stagione di angoscia, di tensione, di scontro politico e fisico, di sangue e di annientamento delle vita umana. I terroristi dichiararono una “guerra civile unilaterale” nella logica aberrante che la vita umana non conta, quando l’atto di uccidere è guidata da una ragione superiore folle, fanatica, rivoluzionaria, totalizzante. Il terrorismo fu lotta criminale e assassina contro vittime innocenti e inermi. Possiamo accettare il male, che fa parte della vita, ma accettare il dolore delle vedove e degli orfani è cosa eroica. La sofferenza non si può cancellare. Facciamo, perciò, silenzio di fronte al dolore e rispettiamo la solitudine del pensiero e dell’anima dei familiari dei familiari delle vittime e dei feriti, inascoltati e scomodi.

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Da oggi Pierluigi vive tra la sua gente del quartiere “Bovisa”, che non dimentica uno che viveva in mezzo a loro e che fu ucciso barbaramente. Ai familiari di Pierluigi, Andrea, Antonio e Lino va il mio commosso abbraccio a nome di tutte le vedove, gli orfani e i feriti sopravvissuti alla triste stagione de “La Notte della Repubblica.” Noi non dimentichiamo i nostri caduti, vittime innocenti e inermi dell’odio, della violenza, della paura durante quei terribili e spietati anni di piombo, che insanguinarono la nostra Milano con le infami stragi dell’eversione di estrema destra e gli attentati terroristici dell’eversione di sinistra contro obiettivi mirati. La Milano civile e democratica e gli abitanti dei questo storico quartiere “Bovisa” non mancheranno di portare un fiore di riconoscenza e di memoria a Pierluigi, al quale diciamo Ciao! Noi non ti dimenticheremo!

Antonio Iosa