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Intervento di Antonio Iosa, coordinatore lombardo AIVITER, alla cerimonia di scoprimento della targa di Eleno Anello Viscardi

12 novembre 2011

30′ Anniversario dall’uccisione di Eleno Anello Viscardi – Cerimonia di scoprimento della targa

Intervento di Lucia De Cesaris
Assessore all’Urbanistica ed Edilizia privata del Comune di Milano

Cari concittadini,

oggi siamo riuniti per ricordare un uomo, un servitore dello Stato che ha dato la vita nell’adempimento del proprio dovere.

L’agente Eleno Aniello Viscardi il 13 novembre 1981, mentre effettuava qui alla Stazione Centrale un’operazione di controllo, fu colpito a morte da due terroristi appartenenti a uno dei tanti gruppi armati che i quegli anni insanguinarono le nostre città in nome di un folle progetto eversivo.

Un crimine insensato che ancora oggi, a trent’anni di distanza, ci lascia indignati e inorriditi.

Lo Stato ha reso omaggio al suo sacrificio e ha attribuito a Viscardi la medaglia d’oro al Merito Civile “alla memoria” il 31 marzo 2005.

Quest’anno, nel trentesimo anniversario della morte, il Comune di Milano ha deciso di onorare la sua memoria con una targa commemorativa.
Una targa che abbiamo deciso di esporre proprio qui, nel luogo in cui l’Agente Viscardi fu ucciso dai terroristi.

è un gesto simbolico, che testimonia la volontà delle Istituzioni cittadine di conservare la memoria e diffondere gli ideali di chi si sacrificò per la collettività.

In quegli anni terribili troppi cittadini onesti, troppi giovani, pagarono con la vita la degenerazione di una lotta politica che aveva smarrito ogni legame con la realtà del Paese, con i bisogni e le speranze vere del popolo italiano.

Il terrorismo e la violenza, di destra e di sinistra, bruciarono il futuro e le speranze di migliaia di italiani.
Si trattò di una violenza insensata che causò sofferenze indicibili e produsse danni incalcolabili alle basi del nostro vivere civile.

Pensiamo alle decine di vittime innocenti e al dolore e allo strazio dei famigliari e dei loro cari: nella sola Milano tra il 1971 e il 1981 ci furono 36 omicidi e decine di ferimenti.

Quegli sconsiderati atti di violenza però non ferirono solo le persone ma colpirono a morte le ragioni stesse della nostra democrazia.

Diedero un colpo fatale alle speranze di chi credeva in un futuro di giustizia sociale e di aspirava a un cambiamento pacifico e democratico del nostro Paese.

Si trattò di una stagione drammatica, dalla quale il nostro Paese poté uscire grazie alla fermezza delle Istituzioni e soprattutto alla risposta decisa e compatta di tutti i veri democratici che seppero sconfiggere i terroristi rendendo evidente il loro isolamento nella società.

Oggi spetta a noi rafforzare e difendere quegli ideali di democrazia e libertà; spetta a noi affermare il loro valore di fronte alle nuove generazioni che hanno avuto la fortuna di non conoscere simili barbarie.

Far crescere nei giovani il rispetto e l’amore per i valori di tolleranza, solidarietà e non violenza che sono alla base del nostro vivere democratico è il modo migliore per onorare chi si è sacrificato in quegli anni.

è anche per questo che il Comune intende realizzare una Casa della Memoria che raccolga le testimonianze di coloro che hanno subito la violenza del totalitarismo e del terrorismo nel corso del Novecento. Uno spazio che non sia solo celebrativo: una struttura che generi conoscenza e che sia aperta alla città e al contributo di tutti.

Oggi, con questa cerimonia, vogliamo manifestare tutta la nostra riconoscenza ad Eleno Aniello Viscardi. Vogliamo esprimere la nostra solidarietà e il nostro affetto ai suoi cari e, indirettamente, alle famiglie di tutte le vittime innocenti di quegli anni.

Il loro è un sacrificio che non dimenticheremo mai perché ha contribuito a dare un futuro di libertà e di pace alla nostra città e al nostro Paese.

Grazie.

Intervento di Antonio Iosa dell’AIVITER –


associazione italiana
vittime del terrorismo e dell’eversione
contro l’ordinamento costituzionale dello stato

SEZIONE LOMBARDIA
via san marco, 49 – 20121 – milano
cell. 3355458438 – 3334552091 – tel./fax 02-39261019
www.vittimeterrorismo.it , www.casamemoriamilano.it

Nel ringraziare il Comune di Milano esprimo la mia riconoscenza, per la loro puntuale presenza alle Forze dell’ordine, ai rappresentanti della Provincia di Milano, dei Familiari della Strage di Piazza Fontana, dell’Anpi e dei tanti cittadini qui presenti, come società civile milanese.
L’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo ha tra i propri compiti statutari, oltre a quello di tutelare i diritti dei familiari dei caduti, anche quello della cura e custodia della “memoria storica” degli eventi del terrorismo e delle vittime, che appartengono a tutta la comunità nazionale.
L’ iniziativa odierna del Comune di Milano costituisce un ulteriore e importante tassello, che va ad aggiungersi ai percorsi della memoria nella costruzione del grande mosaico per contribuire e inculcare nelle coscienze l’assoluta necessità di proseguire a combattere il terrorismo, anche in termini culturali, facendone altresì opera di didattica e di divulgazione rivolta, particolarmente, alle nuove generazioni, che non hanno vissuto e conosciuto i tragici anni di piombo.

Eleno Anello Viscardi, Agente della Digos (PS), mentre effettuava una controllo di due giovani sospetti alla Stazione Centrale, fu assassinato, a bruciapelo, con colpi di arma da fuoco.

Era il 13 Novembre del 1981!

L’agente aveva compiuto 25 anni. Gli autori dell’omicidio, due giovani, furono subito arrestati e identificati come terroristi appartenenti ai Comunisti Organizzati di Liberazione Proletaria (Colp), nati dalla disgregazione del gruppo eversivo di “Prima Linea”, che combatteva per proteggere i militanti comunisti ricercati e per programmare la liberazione dei prigionieri politici racchiusi nelle carceri.
Viscardi era nato a Utinga (Brasile), il 9 maggio 1956 ed entrò nel corpo della polizia nel 1975, dopo avere frequentato la Scuola Allievi di Piacenza. Prese, poi, servizio alla Questura di Milano.
Il 31 marzo 2005 fu insignito della medaglia d’oro al Merito civile.
Prima Linea, fondata da Sergio Segio che oggi fa il missionario nel “Gruppo Abele” di Don Ciotti, fu il gruppo di fuoco che nella solo Milano ha compiuto ben 8 omicidi: l’avvocato Enrico Pedenovi (29/04/1976), il giudice Emilio Alessandrini (29/01/1979) , il dirigente industriale Paolo Paoletti (5/02/1980), lo studente William Waccher (7/02/1980), il magistrato Guido Galli ( 19/03/1980), il vigilante dell’Alfa Romeo Antonio Frasca (3/06/1981), l’agente di Polizia penitenziaria Francesco Rucci (19/09/1981), l’agente della Digos Eleno Anello Viscardi (13/11/181), del quale stiamo celebrando il 30′ Anniversario della sua uccisione.
Eppure il terrorista Sergio Segio nel suo libro “La Prima Linea”, dal quale è stato tratto anche un film al quale è stato negato il Patrocinio morale del Comune di Milano, così scrive nella dedica: “A tutti i figli e le figlie dei nostri compagni. Perché crescendo e cominciando a sapere e a capire, non gli venga mai meno la certezza che i loro genitori sono state persone buone e leali e che hanno lottato, con generosità e coraggio, per un mondo migliore e più giusto”.
L’infamia di tale dedica, da parte di un ex terrorista, che pur è stato capofila della dissociazione, dimostra chiaramente la pretesa di tutti gli ex terroristi: pentiti, dissociati e irriducibili di continuare a riscrivere la storia degli “anni di piombo”, attraverso testimonianze che ci restituiscono un “mito romantico” della lotta armata di chi ha compiuto, con lucida freddezza e precisione da killer criminali, omicidi mirati, inneggiando e brindando alla uccisione di vittime innocenti.
Noi familiari delle vittime sappiamo che la violenza politica degli “Anni’70” era una bestia, cieca di furore ideologico e assetata di sangue, che si è autoalimentata a dismisura, occupando, con fanatismo e terrore, la scena politica.
Fu quella una stagione di angoscia e tensione, di scontro politico e fisico, di sangue e deliri rivoluzionari, per distruggere,sequestrare, ferire, uccidere, annientare i migliori uomini Democrazia nel nostro Paese e chi compiva il proprio dovere. La violenza che era un male ieri, uccidendo cittadini inermi, non può essere un bene oggi.
Con quale faccia tosta si può sostenere che le scelte terroristiche venivano fatte, con dedizione e amore, per perseguire nobili ideali sovversivi e cercare il bene del popolo, massacrando gli innocenti?
La lotta armata fu terrorismo e non un’organizzazione politica che operava per il bene della società, commettendo delitti. Eppure oggidì esiste chi afferma che gli ex terroristi, con metodi sbagliati, uccidevano persone per fini giusti o a fin di bene.
Mi chiedo e vi chiedo, chi è disposto a morire, ha il diritto morale di uccidere per seminare terrore, paura, insicurezza?
L’Associazione Vittime del Terrorismo non ha alcuna intenzione di giustificare l’eversione dell’estrema destra e la sovversione dell’estrema sinistra, né considera lecito legittimare gli ex terroristi che hanno tolto la vita e ucciso la speranza, con atti rivoluzionari contro l’Ordinamento costituzionale dello Stato.
Esprimiamo il nostro affetto ai familiari di Eleno Viscardi, figlio del popolo del Sud d’Italia, che dal paese di Sarno in Provincia di Salerno sono emigrati in Brasile per cercare pane e lavoro.
Dopo 15 anni la famiglia Viscardi è ritornata in Italia, al paese natio, con ben 7 figli da crescere.
Oggi i genitori di Eleno sono troppo vecchi per presenziare a questa cerimonia, ma è presente la sorella Ida. La nostra solidarietà e il nostro affetto va a tutti i familiari. Alla sorella di Eleno do il mio commosso abbraccio a nome di tutti i familiari delle vittime del terrorismo.

La nostra riconoscenza va anche alle Forze dell’Ordine che lavorano per darci sicurezza.

Oggi Viscardi viene ricordato con la deposizione della targa alla “alla memoria” nell’affollata Stazione di Milano, sul luogo dove è caduto sotto, gli occhi atterriti dei passeggeri.
Eleno rivive in mezzo al caotico traffico della Stazione Centrale di Milano e molti si soffermeranno a leggere la dedica incisa sulla targa.
Milano non dimentica i caduti, eroi della quotidianità di vita e vittime del dovere!

Antonio Iosa del Direttivo Nazionale dell’AIVTER e coordinatore della Lombardia