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In morte di Francesco Kossiga. Era matto o faceva il matto con le sue tante veritù e provocazioni?

Milano 8 settembre 2010
1098/2010
In memoria di F. Kossiga: era matto o faceva il matto con le sue tante verità e provocazioni?
Il 17 agosto è morto Francesco Kossiga, che ha espresso il desiderio di celebrare il suo funerale senza le autorità. Io, come suo servo, non posso, né riesco a dimenticarlo!
Confesso di provare un sincero dispiacere per la scomparsa di un personaggio politico, vecchio e battagliero, e che portava sulla faccia macchie inguaribili di sofferenza fisica, che lo deturpavano. Dopo la sua elezione a Presidente della Repubblica, avvenuta il 3 luglio del 1985, per ben 5 anni esercitò il suo mandato di notaio della Costituzione. Poi negli ultimi due anni dalla scadenza del suo mandato, inaugurò le esternazioni e le picconate. Furente con la sua DC e, soprattutto, con Giulio Andreotti dai quali si sentiva sempre più isolato, allargò il tiro delle sue provocazioni e prese a mettere in discussione tutto e tutti, seminando sconcerto e rischiando l’impeachment. Kossiga, legato alla massoneria sarda, si iscrisse alla DC e divenne anche un alto esponente di “Gladio”e conoscitore degli intrighi dei Servizi Segreti italiani, con le tante verità inquinanti. E’ stato il Presidente della Repubblica che, nella guerra ai terroristi, ha loro concesso l’onore delle armi. Egli voleva capire se in fondo alla follia assassina, che spinse tanti giovani a cercare la morte propria e quella degli altri, potessero esserci delle ragioni comprensibili e, come tali, contrastabili. …Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto