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Il sindaco Pisapia inaugura il giardino di Piazza Gobetti a Carlo Buonantuono e Vincenzo Tumminello, agenti di polizia uccisi dai NAR il 19/10/1981

19 ottobre 2011

Un giardino per gli agenti Buonantuono e Tumminello –
l’area verde di Piazzale Gobetti è stata dedicata ai due poliziotti vittime, il 19 ottobre di 30 anni fa, del terrorismo dei NAR

Milano, 19 ottobre 2011 – “Un giardino dove giocano i bimbi e dove chi abita nel quartiere vede che c’e’ sviluppo e c’e’ vita”, come quello di piazzale Gobetti, e’ il modo migliore secondo il sindaco Giuliano Pisapia per “ricordare i disastri del passato e le loro vittime e contemporaneamente dare un segnale forte alla citta’ e soprattutto a chi ancora pensa di risolvere i problemi che ci sono con la violenza”.

Alle 11.30 di stamani, un folto gruppo di cittadini di tutte le generazioni ha ascoltato le parole con cui il sindaco ha intitolato i giardini a pochi metri dalla stazione di Milano Lambrate a Carlo Buonantuono e Vincenzo Tumminello, i due agenti della Polizia di Stato uccisi dai Nuclei Armati Rivoluzionari nello stesso quartiere il 19 ottobre di 30 anni fa.

Gesti come l’intitolazione di stamani, secondo Giuliano Pisapia, sono occasioni “per ribadire un fermo ‘no’ ai nemici della liberta e della democrazia, e un ‘si'”ai principi della Costituzione, per rinnovare un patto democratico e lavorare per difenderlo e onorarlo, ciascuno nel proprio ruolo”.

Un “grazie” del sindaco e’ andato a tutti i gli appartenenti alle forze dell’ordine, “persone che, come Carlo e Vincenzo, oggi si adoperano per la sicurezza dei cittadini anche in un momento di grande difficolta’, con sforzo e impegno quotidiani, ma molto spesso con troppe poche risorse”.

“Uomini normalissimi”, e proprio per questo, “moderni eroi” ed “eroi del quotidiano”, secondo il questore Alessandro Marangoni, i due agenti uccisi 30 anni fa “sono da ricordare: la memoria deve continuare perche’ questo e’ un segno positivo del crescere civile di una citta’ come Milano. Nonostante la situazione sia difficile, se ognuno fa il proprio dovere, come lo fecero Carlo e Vincenzo, sono convinto che ne usciremo fuori, sono ottimista”.

Ringraziando l’amministrazione comunale per “l’incomiabile impegno nel ricordo delle vittime del terrorismo”, Antonio Iosa dell’Associazione italiana vittime del terrorismo, intervenendo alla cerimonia ha ricordato il progetto della “Casa della memoria”, promessa dal Comune stesso e “preziosa soprattutto per insegnare ai giovani a ripudiare l’odio e la violenza”.

Presenti alla cerimonia e intervenuti con un breve ringraziamento per la sentita partecipazione cittadina, anche alcuni parenti delle vittime tra cui la sorella di Carlo Buonantuono, Stefanina, e il figlio di Vincenzo Tumminello.

dal sito del comune di Milano

Intervento del Sindaco di Milano, avv. Giuliano on. Pisapia

Carissimi milanesi,
Cari amici,

oggi Milano rende onore alla memoria di Carlo Buonantuono e Vincenzo Tumminello, due agenti che hanno compiuto la loro missione di difensori della legge e della democrazia sacrificando la loro vita per la nostra sicurezza e la nostra libertà.

Sono trascorsi 30 anni dal 19 Ottobre 1981. Trent’anni non bastano a cancellare il dolore per due giovani vite spente dalle mani violente ed eversive del terrorismo neofascista. Non bastano certo alle famiglie, cui va l’abbraccio sincero di tutta la Città. I vostri cari hanno servito Milano, la sua sicurezza e la sua libertà. Milano non li dimentica e riconosce in loro il meglio della propria identità civile e democratica. Se oggi Milano è una grande città europea, libera e aperta, lo deve a persone come Buonantuono e Tumminello, capaci di amare la libertà fino a sacrificarle la vita.

Milano esprime la sua gratitudine alla Polizia di Stato, che continua ad adoperarsi per la sicurezza del territorio, lottando contro l’illegalità su fronti più diversi, spesso con poche risorse.

Saluto e ringrazio il Questore Alessandro Marangoni: la costante collaborazione delle forze della Polizia con le Istituzioni territoriali e con il Comune di Milano è il modo migliore con cui ogni giorno possiamo rinnovare l’omaggio al sacrificio di uomini come Carlo Buonantuono e Vincenzio Tumminello.

Dedicare un giardino alla memoria di due agenti uccisi dal terrorismo eversivo è un gesto importante, che parla alla città, che va oltre il livello istituzionale.

La vera memoria, quella che lavora per difendere ancora oggi la libertà, la legalità e la democrazia, si costruisce insieme, coinvolgendo tutti i cittadini. Milano e i milanesi hanno una percezione viva e diffusa del valore della libertà: per questo la memoria che celebriamo oggi è la memoria di tutti i milanesi.

Fare memoria significa lavorare insieme per obiettivi comuni che nascono dal nostro passato, anche da vicende tragiche, e ci indicano la direzione verso cui indirizzare la nostra volontà e il nostro lavoro.

Fare memoria significa in questo caso dire No ai nemici della libertà e della democrazia, No alla violenza, Sì alla libertà e alla Costituzione. Occorre, oggi come ieri, che i milanesi e gli italiani rinnovino il patto democratico, e lavorino costantemente, ciascuno nel proprio ruolo, per difenderlo e onorarlo, perché la violenza non diventi mai il linguaggio di nessuno. E’ quello che fecero gli agenti Buonantuono e Tumminello, è quello che siamo chiamati a fare noi oggi ogni giorno.

Ogni volta che rendiamo omaggio a uomini come questi noi costruiamo il senso di un impegno comune e di una cittadinanza attiva che coinvolge tutti e ciascuno.

La memoria non è un fatto riservato alle famiglie e alle istituzioni: deve diventare il lievito della vita democratica. Non è vero che non si impara mai dalla Storia. Noi dobbiamo e vogliamo imparare dalla nostra Storia, e dalle storie di uomini come questi che hanno costruito e difeso la nostra libertà.

Grazie.

Intervento di Antonio Iosa – coordinatore lombardo AIVITER


associazione italiana
vittime del terrorismo e dell’eversione
contro l’ordinamento costituzionale dello stato

SEZIONE LOMBARDIA
via san marco, 49 – 20121 – milano
cell. 3355458438 – 3334552091 – tel./fax 02-39261019
www.vittimeterrorismo.it , www.casamemoriamilano.it

19 ottobre 2011 ore 11,30 intitolazione “Giardino Piazza P. Gobetti( via Vallazze)” dedicato a Carlo Buonantuono e Vincenzo Tumminello, Guardie di PS, uccise dai Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR) di estrema destra, nel quartiere di Lambrate, il 19 ottobre 1981.

L’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo esprime il suo grato pensiero al Comune di Milano, che persegue nell’encomiabile impegno di ricordare le vittime del terrorismo attraverso l’intitolazione di giardini e le pose di targhe sui luoghi dei caduti. Questo avviene grazie alla squadra di collaboratori del Cerimoniale che esprime la sua vicinanza ai familiari delle vittime, coinvolgendoli direttamente nell’organizzazione di questi incontri sui luoghi della “memoria”, che costituiscono i percorsi della futura “Casa della Memoria”.

Ringrazio inoltre il rappresentante della Provincia di Milano, i rappresentati delle Forze dell’ordine, dell’Associazione Familiari Strage di Piazza Fontana, dell’Associazione Partigiani Italiani e Antonio Caporale, un poliziotto in servizio che è venuto con una auto storica, la “Pantera della Alfa”, per rendere omaggio ai due colleghi.

Siete, però, voi cittadini presenti che aiutate il nostro impegno per ricordare e capire la storia, per affidare “la memoria delle vittime” alle nuove generazioni, quale sfida al futuro, affinché sappiano distinguere tra aspirazioni giuste e utopie fascinose declinate nel modo peggiore con l’odio e la violenza, che hanno insanguinato la nostra città col terrorismo e lo stragismo.

***

Nessuno tocchi Caino, ma nessuno dimentichi Abele! Non riaprimiamo le ferite!

Noi familiari delle vittime del Terrorismo consideriamo provocatoria e offensiva la proposta di fare assegnare, da parte di Comune di Milano, l’Ambrogino d’oro all’ex terrorista di Prima Linea, Sergio D’Elia, condannato a 25 anni per l’omicidio, a Firenze, dell’agente di polizia Fausto Dionisi.

Oggi ricordiamo due vittime del terrorismo dimenticate da 30 anni. Carlo e Vincenzo erano due giovani poliziotti di 27 anni, nativi del Sud d’Italia come la maggioranza delle Forze dell’Ordine, che si trovarono ad affrontare una realtà storica difficile e contraddittoria durante gli anni ’70, carichi di tensioni, di conflitti sociali, di scontro politico e di violenza eversiva organizzata.

Era duro sentirsi addosso lo sguardo sprezzante e rabbioso dei dimostranti, che urlavano “sbirri, servi del padrone; PS = SS; attenti poliziotti è arrivata la P38; più vedove, più orfani, più sbirri morti; l’unico tricolore da onorare è quello sulle vostre bare e, in tempi più recenti, altri slogan atroci: “ 10, 100, 1000 Nassiryia e 10,100,1000 Raciti”.

Le monetine gettate sul viso dei poliziotti bruciavano, come profonde ferite dell’animo.

Quanta carica di violenza hanno vissuto i poliziotti negli “Anni di piombo”! Quanta carica di violenza organizzata inaccettabile e delirio di distruttiva onnipotenza subiscono oggi con la criminale guerriglia e l’assalto dei delinquenti incappucciati “Black Bloc”, che si infiltrano nelle manifestazioni pacifiche dei “no Tav” in Val di Susa e degli “ Indignati”, che sfilavano pacificamente a Roma. Il rituale si ripete: saccheggi, barricate, distruzioni, roghi, scontri lanci di bombe carte, bottiglie molotov; uso di spranghe e cubetti di “sanpietrini” hanno terrorizzato Roma, vanificando le proteste di pacifici dimostranti.

Noi siamo solidali con le forze dell’ordine, che sono lavoratori malpagati e svolgono il proprio dovere. Ad esse va il nostro applauso e affetto, senza dimenticare l’elevato contributo di sangue versato nella lotta al terrorismo, con 89 morti e 557 feriti. Oggi la loro condizione umana e lavorativa continua ad essere rischiosa. La guerriglia urbana e la violenza dei criminali si alimenta di un odio viscerale contro Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza.

La Costituzione Italiana assegna alle Forze dell’Ordine il ruolo di garantire sicurezza e fiducia e d’ essere a servizio di tutti i cittadini. Con questa cerimonia restituiamo dignità umana alle figure di due poliziotti meridionali, appartenenti a una categoria di lavoratori, che continua ad essere insultata, come se fosse estranea al tessuto democratico del Paese.

L’Italia democratica, ispirata dal “Patto Costituzionale”, ha sconfittoil terrorismo di estrema destra o di estrema sinistra, grazie anche al sacrificio di Carlo e Vincenzo.

La Milano civile e democratica si stringe oggi alla qui presente Stefanina, sorella di Carlo Buonantuono e il figlio di Vincenzo Tumminello che, al momento dell’uccisione di suo papà, era ancora nel ventre materno e che alla sua nascita ha ereditato il nome di suo papà Vincenzo.

A loro diamo un abbraccio di sofferenza e di speranza, perché Carlo e Vincenzo rivivono con questa intitolazione del giardino fra la gente comune e i tanti bambini che frequentano il campo gioco. Il cuore della Milano civile e democratica si è sempre schierata dalla parte delle vittime innocenti. La memoria vince non solo l’indifferenza dei vivi, ma anche il silenzio della morte, guardando al domani e questi percorsi della memoria ci aiutano a non dimenticare!