lunedì , 25 giugno 2018
Ultime News
Home » Notizie » Il Sindaco di Milano, on. Letizia Moratti, intitola il” GIARDINO DI VIA STENDHAL” in memoria del Maresciallo SERGIO BAZZEGA (1944 – 1976) e del Vice Questore VITTORIO PADOVANI (1929 – 1976)

Il Sindaco di Milano, on. Letizia Moratti, intitola il” GIARDINO DI VIA STENDHAL” in memoria del Maresciallo SERGIO BAZZEGA (1944 – 1976) e del Vice Questore VITTORIO PADOVANI (1929 – 1976)

15 dicembre 2010

Giardino in memoria di Sergio Bazzega e Vittorio Padovani

Oggi, mercoledì 15 Dicembre 2010 – alle ore 15,00 – il Sindaco di Milano, on. Letizia Moratti, ha intitolato il “GIARDINO DI VIA STENDHAL” in memoria del Maresciallo SERGIO BAZZEGA (1944-1976) e del Vice Questore VITTORIO PADOVANI (1929 – 1976) uccisi nel conflitto a fuoco col terrorista Walter Alasia.

Walter Alasia, figlio di operai di Sesto San Giovanni, nasce il 16 settembre 1954. Da giovane milita nel movimento operaio studentesco, poi diventa operaio meccanico in una industria sestese e, successivamente, passa a scaricare pacchi alle Poste Italiane alla stazione Centrale di Milano. Da studente aderì presto a gruppi della sinistra extraparlamentare degli anni ’70, entrando in Lotta Continua. Dopo alcuni anni di militanza in questo movimento, passò a far parte di circoli più o meno scopertamente fiancheggiatori delle brigate rosse, organizzazione terroristica nella quale, in seguito, entrò definitivamente, come clandestino, col nome di battaglia “Luca”.

Alle prime luci dell’alba del 15 dicembre 1976 reagì ad un tentativo di arresto da parte delle forze dell’ordine, barricandosi in casa e sparando sui poliziotti. Nel conflitto a fuoco il terrorista uccise per primo Vittorio Padovani Vice – Questore di Sesto San Giovanni.

Sergio Bazzega, maresciallo dell’Antiterrorismo, armato di mitra, penetrò in casa dell’Alasia per arrestarlo, ma si trovò di fronte, nella traiettoria del suo mitra, il padre, la madre e il fratello a protezione di Walter. Bazzega, per non colpire i membri della famiglia ed evitare una carneficina, depositò il mitra per terra e si diresse, con un balzo, ad arrestare il terrorista. Di ciò ne approfittò il giovane armato, che ferì mortalmente il maresciallo Bazzega., che morì in ospedale per la gravità delle ferite riportate.

Gli agenti colleghi dei due agenti caduti, appostati fuori dell’abitazione, riuscirono a uccidere Walter Alasia, nel momento in cui fece il tentativo di fuga dalla finestra di casa.

Si voleva evitare una strage, ma che c’è stata con 3 morti a terra.

Si ricorda che Sergio Bazzega e Vittorio Padovani furono tra i primi poliziotti “carbonari” che vissero anche la comune esperienza di una lunga e sofferta battaglia per la “riforma democratica della Polizia”.

Trascorsero oltre 5 anni, prima che le forze dell’ordine ottenessero il loro riconoscimenti.

Solo con la legge 121/81 maturò, di fatto, la democratizzazione delle forze di Polizia con la nascita dei Sindacati di Polizia e che oggi è, purtroppo, parzialmente disapplicata.

Al nome di Alasia fu intitolata nel 1977 la colonna delle brigate rosse, che operò a livello nazionale commettendo 83 omicidi, 8 dei quali commessi nella città di Milano, ove, solo le brigate rosse, fecero anche 25 ferimenti di cittadini innocenti ed inermi.

Intervento del Sindaco di Milano, on. Letizia Moratti

Sergio Bazzega e Vittorio Padovani 34 anni fa hanno dato la vita per la libertà di tutti noi.
Due servitori dello Stato che si sono sacrificati per opporsi a quel terrorismo sanguinario che voleva sovvertire ed abbattere la democrazia nel nostro Paese.

Lo Stato ha reso omaggio al loro gesto con la Medaglia d’oro al Valor Civile alla Memoria.

Oggi nel 34′ anniversario della loro morte, il Comune di Milano vuole ricordarli dedicando loro un giardino della nostra Città.

Non un monumento o una statua, ma un luogo da vivere e frequentare ogni giorno.
Un luogo che vogliamo sia di pace e di serenità per tutti.

Oggi vogliamo così ringraziare due italiani che si sono sacrificati proprio per garantire a tutti noi una vita e un futuro di pace e giustizia. Per garantire a tutti una vita serena, senza odio e violenza.

Si tratta di un modo di onorarli in linea con i valori e i principi che hanno ispirato la loro vita e che li hanno spinti a sacrificarsi nell’adempimento del proprio dovere.

Il loro sacrificio è stato un gesto eroico, un gesto straordinario, ma soprattutto è stato un atto di estrema coerenza con i più alti ideali di servizio alle Istituzioni e alla Comunità civile.

Il 15 dicembre 1976, durante una operazione di polizia a Sesto San Giovanni, il vice Questore Vittorio Padovani e il Maresciallo Sergio Bazzega irruppero nell’appartamento dove si nascondeva un brigatista ricercato, Walter Alasia. Seguì uno scontro a fuoco in cui furono entrambe uccisi. Lo stesso Alasia venne ucciso subito dopo da altri agenti.

Vittorio Padovani e Sergio Bazzega erano armati ma non vollero mettere repentaglio la vita dei famigliari di Alasia e tentarono invano di disarmarlo.
Gli stessi genitori del brigatista affermarono che fu loro figlio a sparare per primo.

Oggi grazie al loro sacrificio, e a quello di tanti altri cittadini coraggiosi che persero la vita in quegli anni, possiamo affermare che quella follia è ormai alle nostre spalle.

Il loro è stato un sacrificio ancora più terribile perché ha portato con sé il dolore e la sofferenza di figli, mogli e famigliari. Un dolore immenso che ancora oggi ci fa interrogare sulle ragioni di una barbarie cieca ed insensata.

Grazie a loro abbiamo superato definitivamente quella stagione di odio e violenza che il fanatismo ideologico aveva portato nel nostro Paese.

Oggi l’Italia è un Paese democratico perché persone come il vice Questore Vittorio Padovani e il Maresciallo Sergio Bazzega hanno saputo anteporre il bene collettivo, il proprio dovere alla propria vita.

Un gesto eroico che ci impone, anche oggi, di vigilare e mantenere alta la guardia perché sacrifici come il loro non siano mai più necessari.

La negazione della violenza deve essere assoluta e incondizionata.
Ogni manifestazione di violenza e di sopraffazione deve essere isolata e contrastata nel modo più fermo e deciso.

Non ci dovranno essere mai più quelle tacite accondiscendenze o le ambiguità che in quegli anni drammatici contribuirono al diffondersi di una piaga che portò a morte e sofferenza nella nostra Città e in tutta Italia.

Milano, anche allora, era al centro della vita sociale ed economica del Paese e proprio per questo fu colpita dal terrorismo con particolare violenza.

Ma proprio qui, nella nostra Città, ha subito la sua sconfitta definitiva di fronte alla risposta unanime delle forze più sane della Società e delle Istituzioni.

Milano è fiera di questa forza che ne ha fatto un simbolo di libertà in tutto il Paese.
Questa forza, questo rigore morale, questo spirito civico dei milanesi ha dato forza e sostegno a chi come Sergio Bazzega e Vittorio Padovani ha combattuto la violenza del terrorismo fino sacrificio della propria vita.