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Il cinico “divo” Andreotti, il banchiere mafioso Sindona e l’onesto avvocato Ambrosoli, ucciso 31 anni fa nel centro di Milano

Milano 10/09/2010 – (1102)

Il cinico “divo” Andreotti, il banchiere mafioso Sindona e l’onesto avvocato Ambrosoli, ucciso 31 anni fa nel centro di Milano Ieri , 9 settembre, alle 23,45, ho visto al TG2, la trasmissione televisiva di Giovanni Minoli “La storia siamo noi” dedicato a Giorgio Ambrosoli, l’onesto avvocato esperto in liquidazioni coatte amministrative, che fu ucciso con quattro colpi di pistola, lasciando la moglie e tre figli, l’11 luglio 1979 nel centro di Milano, da un killer italo-americano (Joseph Aricò) ingaggiato da Michele Sindona per 50 mila dollari, sulle cui attività aveva indagato, come liquidatore dello impero economico del banchiere siciliano, rappresentato dalla Banca Privata Italiana. Perché Ambrosoli è stato ucciso? domanda il giornalista a Giulio Andreotti, senatore a vita e per sette volte Presidente del Consiglio. Il “divo Giulio”, considerato un grande statista, senza troppo scomporsi, così risponde, citando un detto romanesco: “Questo è difficile, non voglio sostituirmi alla polizia e ai giudici. Certo è che se l’andava cercando” Si ricorda che lo statista Andreotti, (come scrive Corrado Staiano sul Corriere della Sera di ieri) “non fu prosciolto al processo davanti alla Corte di appello di Palermo nel 2003 per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso fino alla primavera del 1980. Il reato fu semplicemente estinto per prescrizione, giudizio confermato dalla sentenza definitiva di legittimità dalla Corte di Cassazione, il 15 ottobre 2004. …Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto