venerdì , 17 agosto 2018
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Ho sentito Aldo Moro che piangeva. Il diario apocrifo di Prospero Gallinari di Edmond Dantès, Ed. Imprimatur

Ho sentito Aldo Moro che piangeva. Il diario apocrifo di Prospero Gallinari di Edmond Dantès, Ed. Imprimatur

Il drammatico memoriale del brigatista Prospero Gallinari, custode di Aldo Moro nei 55 giorni della sua prigionia. Il suo vecchio amico Edmond Dantès, a cui il manoscritto è stato affidato con l’incarico di custodirlo fino a che i tempi fossero stati maturi, ha reso in buon italiano la prosa incerta del “contadino nella metropoli”, come Gallinari stesso si definiva e oggi, finalmente, alla scomparsa del suo autore, si decide a pubblicarlo. Anticipiamo di seguito alcuni straordinari estratti. Realtà o apocrifo? I tg sono vergognosi. Stanno facendo il lavaggio del cervello al popolo. A sentirli, sembra che l’Italia intera sia schierata dietro le bandiere della Democrazia cristiana! E anche il Pci ha assunto un atteggiamento che va oltre le nostre previsioni più negative. Ma come? Noi abbiamo fatto, finalmente, quello che il Partito comunista per anni e anni ha predicato. Abbiamo chiamato uno dei simboli dell’oppressione a rispondere delle sue colpe davanti al popolo! Invece sull'”Unità” ora scrivono che siamo una banda di volgari assassini. Allora era un assassino anche Lenin? Io lo sapevo che questo momento sarebbe arrivato. Lo immaginavo nella mia mente, nei mesi, nelle settimane e nei giorni che hanno preceduto la nostra azione militare in via Fani. Lo sapevo, eppure, come sempre, la realtà è diversa dalle aspettative. Credo di aver detto, per la precisione: no, non si è salvato nessuno. E ho voltato di nuovo le spalle, piegandomi sulle ginocchia per andarmene da là. Ed è stato allora, mentre mi infilavo nel buco per rientrare nell’appartamento, che l’ho sentito. Ho sentito Aldo Moro che piangeva.

Prospero Gallinari, brigatista, carceriere e uno degli esecutori dell’omicidio di Aldo Moro, teneva segretamente un diario su cui ha appuntato febbrilmente i giorni del rapimento. Ora, dopo la sua morte, grazie a Edmond Dantès, è finalmente possibile leggere questo sconvolgente documento.