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Enrico Pedenovi – 29 Aprile 2009

29 Aprile 2009

Enrico Pedenovi avvocato, consigliere provinciale del MSI – DS alla Provincia di Milano e membro del Comitato Centrale del Movimento Sociale, fu ucciso, mentre saliva sulla sua auto, da un gruppo di fuoco appartenenti alla organizzazione di estrema sinistra di Prima Linea, in viale Lombardia (ang. Piazza Durante). Pedenovi prima di raggiungere il suo studio legale, come abitudine, si fermava al distributore di benzina in piazza Durante per acquistare nell’attigua edicola i giornali. Tre persone, a bordo di una Simca rubata, gli tesero l’agguato. Nel pomeriggio della sua morte, Pedenovi avrebbe dovuto partecipare alla cerimonia di commemorazione di Sergio Ramelli, lo studente del “Fronte della Gioventù”, ucciso a sprangate da un gruppo di studenti di estrema sinistra, appartenenti ad “Avanguardia Operaia”. Il nome di Pedenovi fu pubblicato in una lista di proscrizione del giornale “Lotta Continua” dal titolo “Pagherete tutto”, insieme ad altri militanti della destra milanese e fu facile bersaglio da colpire. Il processo contro i tre assassini si aprì il 22 ottobre 1984, dopo oltre 8 anni, presso la Corte di Assise di Milano, che emise le prime condanne. Dopo il processo in Appello, la Cassazione sancì la condanna definitiva di 29 anni a Bruno Laronga; confermò la pena di 27 anni ad Enrico Galmozzi e l’ergastolo a Giovanni Stefan (latitante), mentre Pietro del Giudice fu assolto. Nel giugno del 2005 la Corte di Appello giudicò prescritto il reato di Giovanni Stefan. Pedenovi era nato a Pavia il 2 settembre del 1926 e aveva 50 anni quando fu crivellato di colpi, lasciando la moglie e due figlie la prima di 22 e la seconda di 10 anni.

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Oggi, per la prima volta a Milano, esponenti di partiti politici di maggioranza e di opposizione, hanno compiuto un nobile gesto di “condivisione della memoria” con la deposizione di due corone: una deposta ai giardini “Ramelli” di via Bronzino , lo studente ucciso a sprangate 34 anni fa da un commando della sinistra extraparlamentare; l’altra corona è stata deposta in viale Lombardia 65 per ricordare il consigliere provinciale Enrico Pedenovi, ucciso 33 anni fa il 29 aprile 1976. La sez. Lombardia dell’AIVITER saluta con rispetto tale atto storico di civiltà politica e partecipa, senza retorica e con commozione, alla commemorazione dell’avv. Enrico Pedenovi, assassinato da Prima Linea. Sono passati 33 anni e, nonostante che in questa Italia, ci hanno abituato a strumentalizzare i morti dividendoli in quelli di serie A e quelli di serie B, noi siamo qui a ribadire la convinzione che i morti del terrorismo e delle stragi di tale matrice, meritano tutti eguale rispetto e hanno diritto ad una “memoria condivisa” per gli ideali, i valori, l’attaccamento al senso di giustizia e del dovere, i comportamenti di vita lavorativa e familiare, che hanno distinto la vita di tanti caduti innocenti. L’AIVITER ha condotto una doverosa battaglia di testimonianza, affinchè la Giunta Comunale non concedesse il Patrocinio al Film “La Prima Linea”, che pur ha ottenuto un finanziamento di un milione e mezzo di euro da parte del Ministero dei Beni culturali. Ci sembrava assurdo che il Comune di Milano concedesse il patrocinio ad un film nella città, ove “Prima Linea” 8 persone fra le quali magistrati come Emilio Alessandrini e Guido Galli, l’avvocato Enrico Pedenovi, il brigadiere delle guardie carcerarie Francesco Rucci, il vigilante Antonio Frasca e il giovane studente William Waccher, il carabiniere Ezio Lucarelli ed altre due persone.

Voglio ricordare che oggi siamo alla vigilia di importanti iniziative per celebrare le vittime del terrorismo, nell’imminenza del “Giorno della memoria” del prossimo 9 maggio.
a)il 4 maggio la Fondazione Perini, proietterà al Cinema d’Essai di via Osoppo, 2 il film “la banda Baader Meinhof” alla presenza dei familiari delle vittime per dimostrare la serietà con cui la Germania ha chiuso la stagione del terrorismo, mentre in Italia esiste ancora una cultura o un brodo culturale, ove si alimenta la violenza e l’odio politico e al massimo ci si limita a condannare i terroristi, che hanno usato metodi sbagliati, per fini giusti.
b)All’Istituto Leone XIII è in esposizione dal 17 marzo la mostra “Vi.te – Milano e la Lombardia alla prova del terrorismo” che raccoglie le emozioni forti dei familiari delle vittime della nostra Lombardia e ch’è stata aperta per tutti i 55 giorni del sequestro dell’on. Aldo Moro e si chiuderà il 9 maggio anniversario della sua uccisione. Si tratta di una mostra che andrebbe valorizzata con l’esposizione anche in sedi istituzionali come la Provincia.
c)L’Italia è una nazione dove non esiste la certezza della pena. L’ultimo caso della concessione del regime di semilibertà a Cinzia Banelli, pentita e condannata a 10 anni di carcere, dimostra che anche la generazione delle neobrigate rosse, che hanno ucciso Massimo D’Antona, Marco Biagi ed Emanuele Petri, rischiano di tornare presto il libertà per la permissività di leggi premiali a terroristi autori di feroci omicidi mirati.
d)Su iniziativa dell’AIVITER, assieme al Comune e alla Provincia di Milano è stato elaborato un progetto di “Casa della Memoria” che costituisce, a distanza di 40 dalla strategia della tensione e degli opposti estremismi, una pietra miliare per ricostruire la storia dei bui anni di piombo nella nostra città e in Lombardia. La casa della memoria è uno strumento essenziale per fare nascere un sentimento maturo, critico e consapevole; per diffondere una corretta conoscenza dei fatti criminosi ed eversivi; per affidare percorsi di formazione ai giovani e agli studenti delle scuole superiori e delle università lombarde; per educare le nuove generazioni alla legalità, al confronto, al dialogo, all’ascolto, alla tolleranza reciproca, al ripudio della violenza e dello scontro come metodo di lotta politica, per invogliare tutti gli uomini di buona volontà ad essere costruttori e operatori di pace e di civile convivenza.
e)Il 9 maggio, anniversario dell’uccisione dell’on. Aldo Moro, è il “Giorno della memoria per ricordare tutte le vittime di terrorismo e di strage a livello interno e internazionale”.

La Provincia di Milano terrò una commemorazione per ricordare le vittime nello spiazzo antistante l’ingresso di via Vivaio, ove è stato collocata la scultura dello spagnolo Bernardì Roig, l’unico monumento esistente a Milano dedicato alle vittime del terrorismo. Il monumento titolato “L’uomo della luce”, rimane però anonimo al pubblico milanese, tanto da sembrare un monumento al milite ignoto, perché manca una targa che spieghi il significato della scultura a quanti passano o sostano, all’ingresso di via Vivaio, sede della Provincia di Milano. A livello nazionale, si celebra anche quest’anno la cerimonia commemorativa con il raduno a Roma dei familiari delle vittime, convocate al Quirinale, ove il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, terrà un importante discorso alla Nazione per ricordare anche il 40′ della strage di piazza Fontana. Ebbene questo dimostra ch’è matura in Italia la coscienza per “una memoria condivisa” da parte di tutte le forze politiche italiane nello spirito “bipartisan” della legge istitutiva, n.56 approvata del Parlamento Italiano il 4 maggio del 2007. L’Associazione Vittime del Terrorismo e i feriti superstiti sono il motore di questo processo di “condivisione della memoria” e vogliamo fare sentire la nostra voce per ricostruire pezzi di verità storica, dalla parte delle vittime e per non dimenticare. Ai familiari di Enrico Pedenovi e di Sergio Ramelli vada il mio commosso pensiero e la mia vicinanza, anche per l’applicazione dei benefici previsti dalla legge n. 206 a favore delle vittime.
A tutti noi rimane l’impegno nel lavoro e nella vita di tutti i giorni, per costruire una società più giusta e tollerante e per tramandare la storia del terrorismo al riparo di strumentalizzazioni e di facili perdonismi. Se nessuno tocchi Caino, nessuno dimentichi Abele!
Antonio Iosa
Coordinatore Lombardo AIVITER

associazione italiana
vittime del terrorismo e dell’eversione
contro l’ordinamento costituzionale dello stato

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