mercoledì , 30 settembre 2020
Ultime News
Home » Articoli di giornale » Articoli vittime » “Da quel giorno un calvario di 34 operazioni” gli anni di piombo senza fine di Antonio Iosa

“Da quel giorno un calvario di 34 operazioni” gli anni di piombo senza fine di Antonio Iosa

ROMA – «Il terrorista mi puntò la pistola alla testa. Lo implorai di risparmiarmi, ché avevo moglie e figli piccoli. Mi rispose: “Inginocchiati, stronzo”. Poi mi sparò alle gambe, allora pensai: “Ora muoio”». Per Antonio Iosa gli anni di piombo non sono mai finiti: è appena uscito dall’ospedale Niguarda, reduce dall’operazione numero 34 dalla sera dell’ agguato, il 1° aprile 1980 a Milano. Aveva questa colpa, agli occhi delle Brigate Rosse: di essere un democristiano, «un servo di Cossiga», e perciò ferirono lui e altri tre amici di sezione per vendicare l’ eccidio di via Fracchia a Genova. «So cosa prova in questo momento l’ ingegner Adinolfie soffro per lui, purtroppo il peggio per un gambizzato arriva dopo, ed è uno sconvolgimento psicologico e professionale». Era solo un cattolico di sinistra salito al Nord da Casalnuovo di Foggia nel 1952, figlio di un bracciante agricolo sfuggito alla miseria, un pesce piccolo della corrente Base, quella di Marcora e di Granelli, «nu fetentone diccì» dice lui con meravigliosa ironia. A Quarto Oggiaro, nel 1962, aveva fondato… Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto