giovedì , 26 aprile 2018
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«Così Patrizio Peci ha ucciso mio padre un’altra volta»

ROMA – In trent’anni l’ha visto un paio di volte, da bambina. Sempre di sfuggita, senza che si dicessero nulla di significativo. «Avrei voluto incontrarlo di nuovo, parlarci con calma. Non solo perché è sangue del mio sangue. Ma anche per conoscere meglio mio padre. Anche se lui è stato la causa della sua morte». Così diceva Roberta Peci, figlia di Roberto, il papà che non ha mai conosciuto, assassinato dalle Brigate rosse a 25 anni d’età il 3 agosto 1981, dopo 55 giorni di sequestro. Quattro mesi prima che nascesse sua figlia, che la madre volle chiamare come lui Lo uccisero per reazione al «tradimento» di Patrizio, brigatista che dopo l’arresto decise di pentirsi facendo arrestare decine di ex compagni. L’uomo che…Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto