domenica , 24 luglio 2016
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Chi siamo

La memoria è un patrimonio inestimabile, un privilegio che legittima la nostra condizione di umanità, che si ricostruisce nell’ambito intersoggettivo ed è rivolto alla ricerca dell’identità.
Si tratta inoltre di un atto politico, un tentativo di configurare rappresentazioni del mondo condivise e rappresentative dei desideri comuni.
La memoria è una strategia di sopravvivenza; è uno sforzo per restituire il tessuto storico e scorgervi la possibilità di appropriarci di un destino.

Teresa Gómez Meier, coordinatrice “Casa della Memoria degli Organismi dei Diritti dell’Uomo” di Santiago del Cile



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L’Associazione Vi.Te trae ispirazione dal progetto della futura “Casa della Memoria di Milano” ed è pensata come un centro culturale dedito prioritariamente – ma non esclusivamente – all’approfondimento e alla divulgazione della conoscenza del contesto storico e dei fenomeni relativi a terrorismo, stragismo, violenza politica e spinte eversive, con particolare riferimento al periodo compreso tra il 1969 e il 1984, (senza trascurare i prodromi di tali fenomeni e le reviviscenze terroristiche degli anni più recenti).

Né un museo, né un archivio “puro”, nè una biblioteca: piuttosto un punto di raccolta e consultazione per documentazione di varia natura e un centro da cui irraggiare iniziative di discussione, approfondimento e divulgazione, rivolte prioritariamente alle scuole.

CHE COSA E’ Vi.te

E’ una Associazione nata per comprendere il presente attraverso il passato per costruire il futuro.
Essa nasce ad impulso dei familiari delle vittime di terrorismo e di stragi di tale matrice, raggruppati attorno alla sezione lombarda dell’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo e della Eversione contro l’Ordinamento democratico dello Stato e alla Associazione Familiari Vittime della Strage di Piazza Fontana.
Siamo convinti che preservare la memoria e promuovere la conoscenza della nostra tormentata storia recente sia uno strumento essenziale per costruire un sentimento di cittadinanza maturo, critico, consapevole e per educare alla legalità attraverso una corretta conoscenza:

- dei fatti criminosi ed eversivi: per educare al rifiuto della violenza come metodo di lotta politica di ogni matrice;

-della personalità delle vittime, il loro lavoro, le loro idee, il senso del loro impegno quotidiano, l’attaccamento agli affetti familiari, perché la vittima è esempio di una vita non da eroe, ma da uomo “normale” che, con i suoi pregi e difetti, continui a parlarci;

- della ricostruzione della figura della vittima del terrorismo, che diventa un punto di partenza per approfondire nodi tematici più ampi( ad esempio: rapporto con la magistratura, mondo del’informazione, forze dell’ordine e istituzioni in merito al fenomeno terroristico, compreso quello internazionale).

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