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Cerimonia d’intitolazione del “Parco Teramo” dedicato a Andrea Campagna 21 aprile 2012 – Cerimonia d’intitolazione del “Parco Teramo” dedicato a Andrea Campagna agente di PS della Digos, ucciso il 19 Aprile 1978 dal terrorista Cesare Battisti del PAC

21 aprile 2012

Cerimonia d’intitolazione del “Parco Teramo” dedicato a Andrea Campagna, agente di PS della Digos, ucciso il 19 Aprile 1978 dal terrorista Cesare Battisti del PAC

Intervento del Sindaco di Milano, avv. Giuliano on. Pisapia

Cari Amici,

Milano oggi dedica il “Parco Teramo” ad Andrea Campagna, agente di Pubblica Sicurezza ucciso il 19 Aprile 1979, in un barbaro attentato terroristico in Via Modica.

E’ qui con noi il fratello Maurizio, che si è battuto in questi anni non solo per la memoria di Andrea, ma anche per dare al ricordo una funzione civile che oggi il Comune con questo gesto riconosce e promuove.

Oggi tutta Milano è qui. Ed è qui perché ricorda. Milano ricorda anzitutto perché è stata la città che ha pagato il più alto tributo di sangue al terrorismo di ogni matrice. Un tributo offerto per la libertà e la democrazia, un tributo dal quale è partita la riscossa delle istituzioni contro chi da opposti estremismi attentava alla nostra stessa libertà.

Stiamo per celebrare il 25 Aprile: la giornata della Liberazione, della lotta per la democrazia.

C’è una fratellanza luminosa tra le vittime partigiane, i deportati di guerra, le vittime degli attentati e quelle delle stragi, le vittime della criminalità organizzata e del fondamentalismo. E’ la fratellanza per la libertà: Milano vede in queste vite offerte per tutti il segno della sua identità più vera.

La memoria, lo sappiamo, è l’antidoto contro la replica della follia, della violenza, del totalitarismo. Fare memoria non è un esercizio retorico, non è nemmeno un modo per colmare il senso di vuoto per le morti improvvise e barbare di tante donne e tanti uomini. E’ un modo per costruire la democrazia di oggi e di domani.

Per questo il primo atto di memoria è la giustizia. E Milano la chiede questa giustizia, la continua a chiedere testardamente. Noi non vogliamo più assistere impotenti a sconfitte collettive come quelle dei processi per Piazza Fontana o per la Strage di Brescia e per tanti altri attentati.

Su questa morte è stata fatta ormai piena luce. Una morte con tanti mandanti, accecati dall’odio fondamentalista, e con un esecutore: Cesare Battisti, di cui il Brasile nega l’estradizione con motivazioni che offendono la nostra Magistratura e il nostro sistema di pena. Milano ribadisce con forza la sua richiesta di giustizia, per le vittime, per le famiglie, per la città, per tutti noi.

Ma c’è anche un altro antidoto contro la violenza del terrorismo, ed è la buona politica, la partecipazione vera e diffusa. E’ la partecipazione che toglie ossigeno al fondamentalismo. E’ la politica attenta ai bisogni veri che prosciuga i vivai della violenza.

Torniamo alla politica vera, alla trasparenza, alla partecipazione.
Restituiamo dignità alle Istituzioni. Sosteniamo il lavoro dei Magistrati e delle Forze dell’Ordine.

E’ qui con noi oggi il questore Alessandro Marangoni. A lui e a tutta la Polizia, in questa occasione in cui ricordiamo un poliziotto coraggioso vittima della violenza, Milano rinnova la sua vicinanza e la sua gratitudine.

Milano continua nella sua azione democratica, tanto sul fronte della memoria, quanto su quello della partecipazione, della cittadinanza attiva. Milano conosce il dolore della violenza, e sa costruire il proprio riscatto, e diffondere positività nel Paese.

E’ un impegno che rinnoviamo, e Andrea Campagna partecipa oggi con noi, con la sua testimonianza, a questo cammino di libertà.

Grazie a tutti voi.

 

***

Andrea Campagna è un ragazzo del Sud, nato il 18 agosto 1954, che trascorse la sua infanzia in Calabria fino all’età di 11 anni. Primo figlio maschio, col suo lavoro, mandava avanti l’economia della famiglia, immigrata a Milano nel 1965, da S. Andrea Apostolo dello Ionio (CZ) per cercare lavoro. Andrea, con i genitori, il fratello Maurizio e le due sorelle Anna e Sabrina, appartiene ad una famiglia di proletariato urbano della periferia milanese ed abitava qui, nelle case popolari di via Teramo, al Quartiere “Barona”.
L’ Associazione Italiana Vittime del Terrorismo è, quindi, grata al Comune di Milano, che da due anni, sta compiendo i percorsi della memoria, dedicando siti cittadini, in memoria di coloro che sono caduti come vittime del terrorismo, senza dimenticare nessuno.
I percorsi didattici narrano la triste storia del terrorismo a Milano con dedica di targhe e giardini sui luoghi, ove sono stati uccisi cittadini innocenti per mano di terroristi assassini.
Oggi ricordiamo il sacrificio di Andrea Campagna, giovane poliziotto, che si batteva per la democrazia e svolgeva il proprio lavoro, convinto di potere contribuire alla Difesa dello Stato e a garantire la pacifica convivenza civile. Non si sentiva in guerra con nessuno e non avrebbe mai immaginato di essere oggetto di odio da parte di gruppi eversivi, che deliravano sul trionfo della rivoluzione armata. Andrea è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valore Civile, conferita il 24 settembre del 2004 e della Medaglia d’Oro di Vittima del Terrorismo il 13 maggio 2010 a CZ.
Nel 1972, Andrea entra nel servizio di leva e frequenta la Scuola Allievi di Polizia a Bolzano.
Nel 1974 viene trasferito alla Questura di Milano, ove presta servizio, come agente presso l’ufficio Digos, sino a quel tragico 19 aprile 1978, quando fu ucciso, in via Modica, sotto il portone di casa della sua ragazza e mentre si accingeva a salire sulla propria autovettura.
Sul luogo della tragedia lo ricordano una lapide posta dall’ANPI e una targa nella vicina Piazza Miani. Ad Andrea Campagna è dedicata la Scuola Allievi Ufficiali di Vibo Valentia e una via nel paese natio di S. Andrea Apostolo.
Nel quartiere “Barona” operava un gruppo di fuoco del Pac. Il responsabile era Giuseppe Memeo, uno dei tre giovani protagonisti, ripresi nella storica foto con la pistola in pugno, che uccisero il 14 Maggio 1977, in via De Amicis, l’agente di Polizia Antonio Custra.
Questo notazione rievoca la recente polemica a Milano, che ha suscitato molte perplessità tra i familiari delle Vittime del Terrorismo.
La nostra Associazione conferma il massimo rispetto per le idee e per la sensibilità di tutti e interpreta il pensiero della maggioranza dei nostri soci, nel ribadire che non siamo contrari al reinserimento nella società di chi abbia regolato i propri conti con la giustizia, ma con discrezione e misura – come ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del Giorno della Memoria, dedicato alle Vittime del terrorismo, il 9 maggio 2008 – e mai dimenticando le responsabilità morali, anche se non più penali degli ex terroristi.
Nessuno tocchi Caino, ma neanche lo colmi di privilegi! Nessuno dimentichi Abele, perché i figli di Abele hanno priorità di diritti, spesso, non riconosciuti dalle stesse istituzioni!
L’infame autore dell’omicidio Campagna fu Cesare Battisti, autore di ben quattro omicidi dei quali due a Milano (Pierluigi Torreggiani il 16 febbraio 1978 e il nostro Andrea), e gli altri due delitti sono avvenuti nel Veneto del 6 giugno 1978 con l’ uccisione della guardia carceraria di Udine, Antonio Santoro e il 16 febbraio 1979 con l’omicidio del macellaio Lino Sabbadin di S. Maria in Sala (VE-Mestre). Il Gruppo di fuoco dei Pac era formato da 60 terroristi tornati alla ribalta, nel 2004, per la nota vicenda di Battisti condannato all’ergastolo dalla Giustizia italiana.

Fuggito dal carcere, si diede alla latitanza prima in Messico e poi riparato in Francia. Quando, nel 2004, la Francia concesse l’estradizione, Battisti coadiuvato dai “gauchisti” intellettuali e dai servizi segreti francesi, si rese irreperibile. Nel 2007 il gaudente terrorista, arrestato sulla spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro, in Brasile, sale alla ribalta della cronaca mediatica italiana. Nel giugno del 2011, la Corte Suprema del Brasile nega l’estradizione in Italia e gli riconosce lo status di “rifugiato politico”con il consenso dell’allora Presidente Ignazio Lula. Battisti ha eluso la giustizia italiana da 30 anni e continua la sua telenovela di provocazione, non ultima, lo scandalo del nuovo libro autobiografico “Face au mur” (Faccia al muro), che sarà pubblicato, per ragioni commerciali, contemporaneamente in Francia e in Brasile da Flammarion, marchio editoriale di Rcs. Resta il fatto che Battisti si presenta come una vittima, mentre è una persona condannata dai tribunali italiani, che, come ha detto il presidente Giorgio Napolitano, dovrebbe avere il coraggio di tornare e scontare la sua pena in Italia.
Quanta carica di violenza hanno vissuto i poliziotti negli anni di piombo. Quanto carica di violenza inaccettabile e delirio di distruttiva onnipotenza subiscono oggi con la criminale guerriglia e l’assalto di delinquenti incappucciati: Black Bloc e altri professionisti della violenza, che si infiltrano in manifestazioni pacifiche dei No Tav, degli Indignados, dei cortei studenteschi e persino in quello dei lavoratori che protestano per l’art. 18.
Cito Pasolini “quando a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo per i poliziotti”. Siamo ieri, come oggi, solidali con tutte le Forze dell’Ordine in Val di Susa e col poliziotto insultato e non col provocatore No Tav, Marco Bruno, che apostrofava: “Ehi pecorella, vuoi sparare? Per quello che guadagni non ne vale la pena!”Tali episodi dimostrano il persistere, tuttora, della cultura della violenza e della fabbrica dell’odio che sono una minaccia costante e c non conosce tregua. L’attuale crisi economica alimenta le cause di disperazione sociale e di marginalità e può prestarsi a strumentali forme di sovversione, o peggio, fomentare il mai sopito rischio di terrorismo. Diciamo, perciò, no alla violenza, ai rituali di: barricate, distruzioni, roghi, scontri, lanci di bombe carte o molotov, uso di spranghe, biglie d’acciaio e sassaiole. Siamo solidali con le Forze dell’Ordine, che sono lavoratori malpagati e svolgono il loro dovere di garantire la sicurezza, senza dimenticare l’elevato contributo di sangue versato nella lotta al terrorismo con ben 119 poliziotti morti e 557 feriti e gli oltre 300 caduti nell’esercizio del loro dovere nella lotta contro la criminalità organizzata e quella comune. La Costituzione Italiana assegna alle Forze dell’Ordine il ruolo di garantire fiducia e sicurezza.
Oggi questo Parco Teramo, delimitato dalle adiacente vie Chiodi, Campari e viale Faenza, viene intitolato ad Andrea Campagna, come giusto riconoscimento al “dovere della memoria”.
Il proletario Andrea è qui tra la sua gente, tra gli abitanti di un quartiere popolare, che non ha dimenticato il suo sacrificio. Questa cerimonia costituisce un grande gesto di solidarietà per stringerci al fratello Maurizio e alle due sorelle. La presenza del Sindaco di Milano e del Sindaco di S. Andrea Apostolo, proveniente dal profondo Sud, onora Andrea fedele servitore dello Stato.
Campagna rivive nella memoria collettiva fra il popolo del suo Quartiere Barona, in un ideale abbraccio di quanti sono caduti a difesa dello Ordinamento costituzionale e repubblicano del nostro Stato Democratico. La memoria vince sia l’indifferenza dei vivi, sia il silenzio della morte. La nostra Associazione guarda al domani e passa il testimone alle nuove generazioni. I percorsi della memoria ci aiutano a darci gioia e speranza per elaborare il lutto, con una felice narrazione, per costruire e rivivere il Parco Teramo come luogo di ritrovo di tanta gente comune, che abita in questo grande quartiere popolare della periferia urbana.
Milano civile e democratica ricorda una vittime del terrorismo, eroe della quotidianità!

Antonio Iosa
Coordinatore Lombardo AIVITER


associazione italiana
vittime del terrorismo e dell’eversione
contro l’ordinamento costituzionale dello stato

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