venerdì , 24 novembre 2017
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Articoli di giornale

Tra gli insospettabili della colonna “Walter Alasia” un impiegato della Regione, due infermieri, un gommista

Pochi giorni fa uno sconosciuto ha telefonato a un’emittente privata: “Parlo a nome delle Brigate Rosse. Mauro Ferrari, che la Digos ha bloccato, è uno dei nostri”. Quando è stata pronunciata questa frase, nessuno ancora sapeva di quell’arresto, effettuato nel corso dell’operazione contro la colonna Alasia, della quale si riferisce in prima pagina. Solo ieri se ne è avuta conferma ... Continua a leggere »

Mozione del MSI per la pena di morte alla Camera deserta: oggi la votazione

Davanti a un’aula praticamente vuota (presenti a tratti solo sei deputati comunisti) i missini hanno presentato una mozione per chiedere che sia proclamato lo stato di guerra contro il terrorismo in alcune zone e che, passando i poteri nelle mani dei militari, sia applicabile la pena di morte, in certi casi anche sul posto. È toccato al missino Franchi, nel ... Continua a leggere »

Fucilare i terroristi catturati con le armi in pugno? Unanime “no” dei partiti alla proposta del MSI

Onorevole Franchi, sia sincero: che effetto le fa chiedere che il governo dichiari lo “stato di guerra” contro il terrorismo e renda impossibile la immediata applicazione della pena di morte, dunque richieste gravissime, davanti all’aula di Montecitorio completamente vuota? “Beh, ci sono abituato. Da vent’anni mi succede così. Ma se non c’erano i deputati, c’erano il milione e duecentocinquantamila elettori ... Continua a leggere »

Il terrorismo in fabbrica

I fermi ed arresti di attivisti sindacali, effettuati nel corso delle indagini sul terrorismo, confermano la fondatezza delle preoccupazioni espresse già qualche mese fa da uno dei segretari della UIL, Enzo Mattina e ribadite di recente dallo stesso suo segretario generale, Giorgio Benvenuto, circa la presenza di brigatisti in alcune frange dei sindacati. A Mattina e Benvenuto è stato obiettato… ... Continua a leggere »

Tra Autonomia e “militarizzazione”

“Mi chiamo Franco, sono un metalmeccanico. Prendi questo volantino e poi dimmi che cosa ne pensi”. Il giovane prende il foglio. Quattro mesi dopo passerà un giorno in carcere con l’accusa di avere fatto parte delle “Brigate operaie”, la formazione armata comparsa all’inizio dello scorso anno con il progetto di impedire, a suon di attentati, la costruzione di nuove carceri ... Continua a leggere »

Il terrorismo la fabbrica e un quartiere

Alberto Guariso è il responsabile della zona sindacale del Giambellino per la CISL. Dice: “Sai chi sono i tre? Noi li chiamiamo con un brutto termine “manovali del sindacato”. Non dirigenti nel senso proprio della parola, piuttosto molto legati al lavoro organizzativo. Sì, insospettabili”. Quei tre sono Vita Casavola, Giorgio Pozzoli e Franco Grillo, tre iscritti al sindacato, arrestati insieme ... Continua a leggere »

Quando il terrorismo si morde la coda

Il riconoscimento della sconfitta del terrorismo, fatto dal professor Fenzi, catturato l’anno scorso in compagnia di Moretti, il capo militare delle Brigate Rosse, è senza dubbio significativo. Fenzi, cognato del professor Senzani, che fino al suo arresto è stato uno degli ideologi delle BR ed uno dei principali organizzatori della loro attività delittuosa, conosce dall’interno la struttura… Apri l’allegato pdf ... Continua a leggere »

Perché il carcere non sia vendetta

Dal 10 ottobre 1986 la modifica dell’ordinamento penitenziario è legge della Repubblica e, secondo la solenne formula della promulgazione, “è fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato”. Una riforma avanzata e civile di cui è giusto compiacersi. Come è giusto apprezzare il clima culturale politico sociale che l’ha resa possibile e forse ... Continua a leggere »

La morte di mio padre e l’Italia simile a oggi su quel vecchio Corriere

Qualche mese fa un caro amico mi ha dato una copia del Corriere di venerdì 10 ottobre 1980, che i suoi genitori avevano conservato. La notizia principale della prima pagina ormai ingiallita era l’arresto dei terroristi sospettati di aver commesso l’omicidio di mio padre. All’epoca nè i miei familiari nè io conoscevamo i genitori del mio amico,… Apri l’allegato pdf ... Continua a leggere »

“Quando bloccammo gli applausi al pestaggio di Sergio Ramelli”

Il 29 aprile del 1975, saranno quarant’anni domani, moriva al padiglione di neurochirurgia Beretta del Policlinico Sergio Ramelli. Uno studente di 18 anni dell’Itis Molinari, sostenitore del Fronte della gioventù – la “giovanile” del Msi -, massacrato a colpi di chiave inglese da militanti vicini ad Avanguardia operaia. Uno dei gruppi della sinistra extraparlamentare che proprio in quell’anno… Apri l’allegato ... Continua a leggere »