domenica , 26 gennaio 2020
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Articoli di giornale

In cella da Battisti, digiuno totale «Mai in Italia, è meglio morire»

Brasilia — Lo chiama il suo «atto estremo». La morte, piuttosto che la galera italiana, racconta ai brasiliani come l’anticamera dell’inferno. Cesare Battisti è smagrito, ma in buona forma, dopo 5 giorni di sciopero della fame. Elegante, in camicia e pantaloni bianchi stiratissimi, infradito ai piedi. Un ritocco vanitoso persino ai capelli, perfettamente scuri per i suoi 55 anni. Lo ... Continua a leggere »

Fabbriche e terrorismo Gli anni di piombo e Sesto

I vialoni che non finiscono mai. Come i cortei di quegli anni. L’«odore» del lavoro. Le facce, tutte uguali, degli operai. Cinquantamila, come in nessun posto al mondo. La loro Storia che per conoscerla ti bastava leggere i nomi delle vie. Per quella degli altri ci volevano le insegne delle fabbriche. Marx e Falck. Ercole Marelli e Antonio Gramsci. Le ... Continua a leggere »

Caselli e la querela al figlio del collega ucciso

ROMA – Trent’anni fa, ai tempi della lotta al terrorismo combattuta al prezzo di attentati quasi quotidiani, una causa simile sarebbe apparsa impensabile: un magistrato che querela una vittima del fuoco brigatista e ne ottiene il rinvio a giudizio. Una storia antipatica per tutti e gonfia di paradossi, frutto di una rincorsa della memoria che a volte porta con sé ... Continua a leggere »

«Io e Lotta continua, il germe della violenza c’era già alle origini»

«È una storia, quella cominciata quarant’anni fa, che sento raccontare a volte in modo compiaciuto, a volte in modo falso. È falso che piazza Fontana abbia rappresentato la “perdita dell’innocenza” per una generazione di militanti di sinistra. È falso che Marino possa essersi inventato di aver condotto l’auto dell’assassino di Luigi Calabresi. Ma questo gli ex di Lotta continua lo sanno tutti». ... Continua a leggere »

Una rosa per papà giornalista libero

alla vecchia Olivetti usciva un lunghissimo foglio di carta bianco avorio che andava ad avvolgersi attorno ai suo collo: non so se nelle intenzioni dell’autore dovesse simulare una stola vescovile, un regalare ermellino o un cappio. In ogni caso, meglio lasciar perdere. Essere al centro di una tragedia pubblica aveva molti risvolti spiacevoli. Primo, mi collocava in una scomoda posizione ... Continua a leggere »

Nuove Br, romano in cella «Legato al gruppo Lioce»

Roma — La Digos l’ha trovato in un albergo a Castellabbate, in provincia di Salerno. Stava tornando sul set di un film, dove lavorava come attrezzista di scena. Il suo nome compare anche nel casti tecnico di «Distretto di polizia», la serie televisiva sull’attività di un commissario della capitale. Ma per gli investigatori quel lavoro era solo una copertura: Massimo ... Continua a leggere »

«Terrorismo, non dia lezioni chi ha ucciso»

Milano — Anni Settanta. Le Brigate rosse, la stagione del sangue, i reclutamenti in fabbrica.. Sul finire si  quel decennio Carlo Callieri era capo del personale alla Fiat Auto. E ne ha conosciute di vedove, madri, padri e figli dei caduti sul fronte dell’eversione rossa. Troppi. Anche (ma non solo) per questo ha sempre trovato  «inaccettabile»,  «vergognoso»,  «pericoloso» che ex terroristi ... Continua a leggere »

Uccisi in Afghanistan

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