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«Caro papà»: il figlio ricorda il maresciallo Di Cataldo, ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978

Corriere della Sera25 ottobre 2017 – pagina 1

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«Caro papà»: il figlio ricorda il maresciallo Di Cataldo, ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978

Nei suoi 28 anni di servizio nel penitenziario milanese si prodigò per migliorare le condizioni sanitarie dei detenuti e, soprattutto, per dare loro la possibilità di svolgere un lavoro. E per questo fu preso di mira dai terroristi

Il 20 aprile 1978 il vicecomandante del carcere di San Vittore, Francesco Di Cataldo, classe 1926, sposato con due figli, venne ucciso da due terroristi delle Brigate Rosse mentre camminava verso la fermata del filobus per andare a lavorare. Nei suoi 28 anni di servizio nel penitenziario milanese, Di Cataldo si prodigò per migliorare le condizioni sanitarie dei

detenuti e, soprattutto, per dare loro la possibilità di svolgere un lavoro. Da mercoledì (cerimonia alle 11) il carcere di San Vittore sarà intitolato a Di Cataldo. Pubblichiamo la lettera con cui lo ricorda il figlio Alberto, che all’epoca aveva 19 anni.

Caro papà,
quella sera entrasti in casa con un grosso interruttore elettrico. Lo passavi da una mano all’altra e lo guardavi felice come un bambino. Perché quell’euforia? Cominciai a capirlo mesi dopo. E precisamente da quando, alle 7 e 10 del 20 aprile 1978 mi affacciai al balcone e ti vidi disteso per terra, supino. Scesi le scale appena in tempo per vedere i tuoi occhi verde azzurro sgranati. Un lenzuolo bianco scese sul tuo corpo e noi due non potemmo più parlarci…

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