venerdì , 24 novembre 2017
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Vittorio ARRIGONI





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Dal 1989 al 2013 il terrorismo fondamentalista islamico ha continuato la sua terrificante azione contro obiettivi civili italiani, in ogni parte del mondo. le vittime civili italiane sono 35 di cui due appartengono alla Regione Lombardia. Le vittime militari, in teatri di guerra, sino ad oggi 2013, ammontano 95 unità di cui ben 39 nella sciagurata guerra dell’Iraq e ben 52 in quella, ancora in atto, nell’Afghanistan. Lungo l’elenco dei feriti e di cittadini italiani sequestrati e liberati in questi anni, dopo un lauto riscatto.

Vittorio ARRIGONI

BIOGRAFIA E ATTENTATO

Vittorio Arrigoni, detto “Vik”, nasce a Besana Brianza e dopo avere lavorato nell’azienda paterna, all’età di 20 anni, si dedica all’aiuto umanitario nei Paesi dell’Est europeo (Croazia, Russia, Ucraina, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca e, persino, Però. Nel corse degli anni apre la sua attività internazionale nell’Africa in Paesi come il Togo, Ghana, Tanzania. Nek 2002 raggiunge Gerusalemme Est e nel 2003 collabora con associazioni interessate alla causa palestinese sia della Cisgiordania che della Striscia di Gaza. Arrigoni ha un atteggiamento critico sia nei riguardi del comportamento dello Stato d’Israele, sia nei confronti della politica autoritaria e teocratica di Hamas nella Striscia di Gaza e di Al Fatah. Nel 2005, a sua insaputa, viene inserito nella lista nera delle persone sgradite ad Israele. Nel 2008 vive a Gaza come attivista umanitario e riceve la cittadinanza onoraria palestinese e fonda il Movimento “Free Gaza”.

IL FATTO

La sera del 14 aprile 2011 Arrigoni viene rapito a Gaza da un gruppo terrorista della “Jihad salafita” all’uscita della palestra che frequentava. Il 15 Aprile il suo cadavere viene rinvenuto in un blitz delle Brigate Ezzedin al Qassam in una abitazione di estremisti islamici. La morte di Arrigoni sarebbe avvenuta per strangolamento da una cellula impazzito e fuori controllo. Il processo, per omicidio, inizia l’8 settembre contro quattro soggetti salafiti dei quali due vengono condannati all’ergastolo il 18 settembre del 2012 e due a 10 anni di carcere per rapimento e favoreggiamento.
La famiglia Arrigoni, in quella circostanza, si dichiara contraria alla pena di morte per gli assassini del loro figlio. Il trasporto della salma in Italia avviene attraverso il valico di Rafah in Egitto, anzichè dal territorio israeliano.
I funerali si sono svolti a Bulciago di Como con la partecipazione di migliaia di persone giunte da tutta Europa per dare un solenne saluto ad un uomo che aveva speso la sua vita per il bene dell’umanità.
Arrigoni, un pacifista umanitario stimato a livello internazionale, fu “un essere umano che conosceva il significato di questa parola”

Antonio Iosa
Coordinatore Lombardo AIVITER


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