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9 Maggio 2014 Giornata Memoria 9 Maggio 2014

9 Maggio 2014 – Giorno Memoria

Intervento Giuliano Pisapia – Sindaco Comune di Milano

Cari amici,
Cari ragazzi,

oggi Milano celebra il Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo insieme a tutto il Paese. Il Parlamento ha voluto questa giornata con il concorso di tutte le forze democratiche perché l’Italia avesse sulla propria agenda un momento collettivo in cui riprendere in mano il filo della memoria, e rinnovare l’impegno di tutti contro il terrorismo, che è stato il cancro della nostra democrazia. Questo cancro non ci ha uccisi, ci ha resi anzi più forti e più liberi. La terapia che ci ha salvati è stata la nostra Costituzione. I valori costituzionali hanno unito il Paese nella difesa delle Istituzioni e della democrazia. Sono stati quei valori a sconfiggere la violenza, che era sembrata a tratti prevalere in tanti momenti tristi, in quella che a ragione è stata chiamata la notte della Repubblica. Milano ha pagato un tributo di sangue tra i più alti al terrorismo di ogni segno: Piazza Fontana è il simbolo del nostro dolore e insieme della nostra volontà di riscatto democratico. Una strage su cui lo Stato non è stato in grado ancora oggi di fare giustizia in modo pieno, ma su cui la città ha costruito il suo NO collettivo, forte, unitario ad ogni ritorno di violenza, in qualsiasi tempo. A Milano c’è un sentiero del dolore e della memoria: è la via che passa per Piazza Fontana, per Via Palestro, per la Questura di Milano, per le decine vie dove trovarono la morte uomini dello Stato, della magistratura, lavoratori, cittadini, donne e uomini che hanno dato la vita per la libertà. Una via che passa ancora oggi per le case delle loro famiglie, il cui dolore è lo stesso di allora. Milano ha scelto di trasformare questo percorso in un itinerario di riscatto civile. E ci è riuscita. La prova siete voi ragazzi, che siete qui oggi nel cuore della vita democratica di Milano, a fare memoria insieme a tutti noi. Sono sicuro che voi non siete qui solo perché vi hanno portato i professori. Sono certo che in questa sala voi sentite una città che difende la propria libertà e la democrazia. E lo fa insieme a voi e anche grazie a voi. In questi anni, insieme a tutte le Associazioni delle vittime, ai testimoni, agli studiosi, alle famiglie, abbiamo dedicato vie, piazze e luoghi della città alle vittime del terrorismo. Molte di loro erano dimenticate: siamo stati fieri di avere riportato all’attenzione di tutti tante storie di coraggio, di libertà, di testimonianza. E’ un percorso che continua, perché la battaglia per la libertà non si ferma, non si deve fermare mai. La Casa della Memoria che apriremo nel Quartiere Isola sarà il segno tangibile della memoria di Milano. Una memoria che vogliamo sia attiva, di studio, di conoscenza. In quella casa troveranno posto i documenti e le testimonianze, ma soprattutto gli storici, gli studiosi, le associazioni, impegnati insieme a fare luce sul terrorismo. Speriamo tutti che proprio nella Casa della Memoria arrivino presto anche i documenti declassificati dal Governo e messi a disposizione del pubblico sulle stragi, sugli omicidi, sulle vittime degli attacchi terroristici avvenuti a Milano. Milano ha combattuto il terrorismo con l’unità civile e morale della città intorno ai valori della Costituzione, che sono valori universali di libertà e di pace. Noi vogliamo che Milano rimanga fedele nel tempo a questa vocazione: una vocazione antica, che ha sempre visto la nostra città difendere e tutelare la libertà di tutti. Milano è così anche grazie al sacrificio delle vittime che ricordiamo qui oggi. Ma è così anche grazie a voi ragazzi, e continuerà ad esserlo se voi porterete avanti questo impegno di testimonianza, diventando donne e uomini che difendono la libertà, che sanno da dove vengono e dove vanno, che sono orgogliosi di non venire mai a patti con la violenza, con la sopraffazione, con il totalitarismo.

Grazie a tutti voi.

* * *

La memoria è il fondamento della storia e della consapevolezza delle nostre esperienze umane. Siamo qui per ricordare tutte le vittime del terrorismo, che in Italia ha fatto cinquecento morti e circa sei mila feriti. L’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo esprime la sua gratitudine alla Provincia di Milano, che ha istituzionalizzato il Giorno della Memoria ai piedi della scultura “L’Uomo della Luce”, in Largo “11 Settembre”, che ricorda la più grande tragedia terroristica mondiale di circa 3000 morti alle Torri Gemelle di New York Gli spietati anni ’70, sono stati un triste periodo storico di odio politico, di paura, di follia omicida, che ha insanguinato la storia di Milano e del Paese e che ci hanno fatto vivere “La Notte della Repubblica” e una tragedia nazionale da non rimuovere. Non dimentichiamo le vittime del terrorismo, per evitare che le nuove generazioni possano essere influenzate dai cattivi maestri e dagli ex terroristi, che raccontano il carattere rivoluzionario e romantico delle proprie azioni di guerra, omettendo gli assassinii, i lutti, il dolore e le lacerazioni che la scelta armata ha prodotto nella vita di migliaia di persone e nella storia del Paese. Per noi l’esercizio della memoria serve a rimarginare le ferite nella coscienza individuale e collettiva, certi che le idee delle vittime camminano sulle nostre gambe. I caduti non hanno patria o l’esclusiva per essere ricordati, ma tutti rappresentano la speranza del futuro e ci insegnano come ciascuno di noi può arginare il male. I terroristi fecero lotte estreme in quel clima politico tossico di resa dei conti. Erano gli spietati anni di piombo, della paura eversiva, delle minacce, degli espropri proletari, delle violenze fisiche, rapine, sprangate, agguati, pistolettate. Chi non c’è più vive in noi e cammina con noi. Questa è una degna sepoltura per chi ha perso la vita per affermare il valore della legalità, della giustizia, della democrazia, del dovere; per non morire; per ricordare che, dietro ad ogni caduto per atti di violenza terrorista e stragista, ci sono storie da raccontare, vite spezzate, che ci fanno toccare sotto la pelle chi del terrorismo e dello stragismo non ricorda più niente o chi lo ignora e rimuove la storia di ieri, perché non è coinvolto o di solito, vive nell’indifferenza. Troppo spesso accade che di fronte agli attentati terroristici passati, si crei una artificiosa competizione delle memorie, quasi che di fronte ad un male estremo, fosse necessario stilare una graduatoria del dolore. Porsi l’interrogativo di chi ha sofferto di più è la cosa più stupida del mondo, poiché la memoria del male dovrebbe unire i protagonisti di tragedie diverse e dovrebbe avere un effetto terapeutico per la ricomposizione unitaria delle memorie collettive, come Bene che unifica l’umanità delle nostre esperienze. Ecco perché, pur nella nostra fragile condizione, vogliamo narrarli tutti i nostri caduti, in tanti modi diversi, con una o più iniziative, quasi una “Mille e una Notte” per ricordare, che le vittime non sono solo numeri, ma vite umane, con progetti, ansie, dolori, diari, amori, passioni, gioia, lavoro, famiglia. Vite tutte intere, che noi dobbiamo narrare! Ecco i motivi per cui i conti col terrorismo e lo stragismo non si possono chiudere in fretta, perché le ferite restano aperte, anche se il nostro desiderio è che la memoria liberi il passato dalle scorie e la condivisione porti alla pacificazione. Il ricordo è soffrire, ma anche pensare la pedagogia della storia degli anni di piombo, che non sfocia, ora, in un generico appello alla tolleranza, al perdonismo, alla ricomposizione per comprendere i motivi o legittimare la storia dei teorici e dei protagonisti della lotta armata. Gli assassini non hanno attenuanti per acquietare la propria coscienza. Quando si parla di terrorismo in Italia, è necessario esaminare quali siano i legami tra barbarie e progresso, tra crimine e normalità. E’ un impegno il nostro di critica civile, che ci fa parlare ai nostri figli e ai giovani di che cosa è accaduto in quegli anni orribili, non solo per la sensibilità che richiede, ma anche per le nostre difficoltà a capire e raccontare da testimoni l’orrore di cui i terroristi sono stati capaci di compiere, contro persone innocenti “eroi della quotidianità!” Non c’è speranza, senza memoria e le nostre voci non sono sorelle del nulla, ma si traducono in ricerca di verità e giustizia per tenere viva la nostra identità, per rafforzare i progetti educativi, per dare strumenti conoscitivi alle nuove generazioni, perché non si insegni ai nostri figli, che ogni crimine può essere giustificato o legittimato, per non rimanere indifferenti di fronte alle tragedie di ieri e di oggi! Per i familiari questa celebrazione non è un giorno di lutto, ma di gioia e di festa! Ricordiamoli, rintracciamoli tutti i nostri morti. Ogni volta che ci è possibile diamo loro un nome e cognome e questo ora faremo!

 

Antonio Iosa
Responsabile Area territoriale AIVITER Lombardia

Vittime strage via Fani Roma 16 Marzo 1978
1 – R A F F A E L E I O Z Z I N O Carabiniere
2 – O R E S T E L E O N A R D O Carabiniere
3 – D O M E N I C O R I C C I Carabiniere
4 – G I U L I O R I V E R A Carabiniere
5 – F R A N C E S C O Z I Z Z I Carabiniere

 

ELENCO DELLE VITTIME DEL TERRORISMO NELLA PROVINCIA DI MILANO E IN ALTRE PROVINCIE DELLA LOMBARDIA (escluse le stragi)
1 – A N T O N I O A N N A R U M M A Agente PS
2 – L U I G I C A L A B R E S I Commissario
3 – A N T O N I O M A R I N O Agente PS
4 – F E L I C E M A R I T A N O Carabiniere
5 – S E R G I O R A M E L L I Studente
6 – E N R I C O P E D E N O V I Avvocato
7 – S E R G I O B A Z Z E G A Maresciallo di PS
8 – V I T T O R I O P A D O V A N I Vice-Questore
9 – L I N O G H E D I N I Polizia Stradale
10 – A N T O N I O C U S T R A Vice- Brigadiere PS
11 – G I U S E P P E S A P O R I T O Operaio
12 – L O R E N Z O I A N N U C C I Studente
13 – F A U S T O T I N E L L I Studente
14 – F R A N C E S C O D I C A T A L D O Agente Penitenziario
15 – R O B E R T O G I R O N D I Cittadino di Seregno
16 – DO M E N I C O B O R N A Z Z I NI Commerciante
17 – C A R L O L O M B A R D I Macellaio
18 – PIERANTONIO M A G R I Tappezziere
19 – E M I L I O A L E S S A N D R I N I Magistrato
20 – P I E R L U I G I T O R R E G I A N I Gioielliere
21 – A N D R E A C A M P A G N A Agente PS
22 – A N T O N I O C E S T A R I Agente PS
23 – R O C C O S A N T O R O Agente PS
24 – M I C H E L E T A T U L L I Agente PS
25 – P A O L O P A O L E T T I Dirigente industriale
26 – W I L L I A M W A C C H E R Operaio
27 – G U I D O G A L L I Magistrato
28 – W A L T E R T O B A G I Giornalista
29 – R E N A T O B R I A N O Dirigente industriale
30 – E Z I O L U C A R E L L I Carabiniere
31 – M A N F R E D O M A Z Z A N T I Dirigente industriale
32 – L U I G I M A R A N G O N I Direttore sanitario
33 – A N T O N I O F R A S C A Guardia giurata
34 – F R A C E S C O R U C C I Agente di custodia
35 – C A R L O B U O N A N T U O N O Agente PS
36 – V I N C E N Z O T U M M I N E L LO Agente PS
37 – E L E N O V I S C A R D I Agente PS
38 – V A L E R I O R E N Z I Carabiniere
39 – E R M I N I O C A R L O N I Guardia giurata

 

FUORI PROVINCIA DI MILANO
40 – BIANCA DALLER insegnante pensionata – Brescia
41 – LORENZO FORLEO Carabiniere – Carpenedolo(Brescia)
42 – ROSARIO SCALIA Guardia giurata- Barzanò (Como)
43 – GIUSEPPE GURRIERI Carabiniere – Bergamo
44 – ALFIO ZAPPALA’ Guardia giurata – Zinasco (Pavia)
45 – LUIGI CARLUCCIO Brigadiere PS – Como

 

FUORI ITALIA
46 – ENZO BALDONI pubblicitario milanese – Bagdad in Irak
47 – VITTORIO ARRIGONI volontario pacifista comasco – a Gaza

 

LE VITTIME PER STRAGI IN MILANO E LOMBARDIA

Strage Piazza Fontana 12 Dicembre 1969
1 – G I O V A N N I A R N O L D I anni 42
2 – G I U L I O C H I N A anni 57
3 – E U G E N I O C O R S I N I anni 71
4 – P I E T R O D E N D E N A anni 45
5 – C A R L O C A I A N I anni 57
6 – C A L O G E R O G A L A T I O T O anni 71
7 – C A R L O G A R A V A G L I A anni 67
8 – P A O L O G E R L I anni 77
9 – L U I G I M E L O N I anni 57
10 – V I T T O R I O M O C C H I anni 33
11 – G E R O L A M O P A P E T T I anni 79
12 . M A R I O P A S I anni 59
13 – C A R L O P E R E G O anni 77
14 . O R E S T E S A N G A L L I anni 49
15 – A N G E L O S C A G L I A anni 61
16 – C A R L O S I L V A anni 71
17 – A T T I L I O V A L E’ anni 52

STRAGE QUESTURA DI MILANO 17 MAGGIO 1973

18 – FELICE BARTOLOZZI SAIA anni 61
19 – G A B R I E L L A B O R T O L O N anni 23
20 – F E D E R I C O M A S A R I N anni 30
21 – G I U S E P P E P A N Z I N O anni 64

STRAGE DI VIA PALESTRO A MILANO 27 LUGLIO 1993

22 – A L E S S A N D R O F E R R A R I anni 30
23 – C A R L O L O C A T E N A anni 26
24 – I D R I S M O U S S A F I R anni 44
25 – S E R G I O P A S O T T I anni 34
26 – S T E F A N O P I C I E R N O anni 37

ALTRE VITTIME DELLA LOMBARDIA PER STRAGI

STRAGE DI PIAZZA DELLA LOGGIA A BRESCIA – 28 MAGGIO 1974

27 – G I U L I E T T A BANZI/BAZOLI – insegnante anni 34
28 – L I V I A BOTTARDI/MILANI – insegnante anni 32
29 – C L E M E N T I N A CALZARI TREBESCHI – insegnante anni 31
30 – E U P L O N A T A L I – pensionato anni 69
31 – L U I G I P I N T O – insegnante anni 25
32 – B A R T O L O M E O T A L E N T I – operaio anni 56
33 – A L B E R T O T R E B E S C H I – insegnante anni 37
34 – V I T T O R I O Z A M B A R D A – pensionato anni 60

VITTIME LOMBARDE STRAGE DI BOLOGNA – 2 AGOSTO 1980

35 – A N N A M A R I A BOSIO in MAURI di Como anni 28
36 – L U C A M A U R I di Como anni 6
37 – C A R L O M A U R I di Como anni 32
38 – V I N C E N Z I N A SALA in ZANETTI di Pavia anni 50

VITTIME LOMBARDE STRAGE TRENO RAPIDO 904- 23 DICEMBRE 1984

39 – A N G E L A CALVANESE in DE SIMONE insegnante – anni 33
40 – G I O V A N N I D E S I M O N E anni 40
41 – A N N A D E S I M O N E anni 9
42 – N I C O L A D E S I M O N E – operaio anni 22
43 – F E D E R I C A T A G L I A L A T E L A – studente anni 12
44 – G I O A C C H I N O T A G L I A L A T E L A – geometra anni 50