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9 maggio 2011 “Giorno della Memoria di tutte le vittime del terrorismo” – intervento di Antonio Iosa, coordinatore lombardo Associazione Italiana Vittime del Terrorismo davanti al monumento “L’Uomo della luce”

9 Maggio 2011

“Giorno della memoria di tutte le vittime del terrorismo”
Intervento di Antonio Iosa, coordinatore lombardo Associazione Italiana Vittime Terrorismo (AIVITER) ore 18.30 al monumento “L’uomo della luce” ingresso Provincia di Milano – Via Vivaio, 1

Oggi celebriamo, per il quarto anno consecutivo, “Il giorno della memoria di tutte le vittime del terrorismo e di stragi di tale matrice”. E’ una data, che assume un alto valore simbolico e rappresenta una sfida al futuro per educare le nuove generazioni alla legalità e al rispetto della vita umana, guardando al domani e costruendo il futuro per una “Memoria condivisa e collettiva”.

Noi familiari delle vittime e feriti non ci sentiamo i “guerriglieri della memoria da disarmare” se chiediamo di distinguere gli innocenti dai colpevoli, le vittime dai carnefici. Siamo convinti che chi ignora il passato è costretto a riviverlo.

L’atto del ricordo è una manifestazione nazionale condivisa di pietà; è carità e giustizia per le vittime del male e del dolore; è resistenza alla violenza, che annienta i deboli, calpestati e cancellati; è il senso della coralità di un popolo, che fa rivivere con un gesto d’amore i caduti; è infine un momento di raccoglimento e di condivisione, non di divisione.

In una società che fatica a trovare punti di riferimenti alti, la “costruzione della memoria e della formazione di una coscienza civile dalla parte delle vittime” esprimono un sentimento di solidarietà, che appartiene ad un’intera comunità nazionale e istituzionale.

La memoria condivisa non è indulto, né amnistia, né impunità, né oblio e tanto meno rivalsa o spirito di vendetta verso gli ex terroristi rossi e gli stragisti neri, ma solo rispetto e riscoperta degli ideali e dei valori di quanti sono caduti per la patria, la libertà, nell’esercizio del loro dovere per la difesa della democrazia e per la sicurezza sociale.

Oggi i veri condannati all’ergastolo sono le vittime, che hanno un fine pena mai.

La memoria guarda in avanti e si porta con se il passato per salvarlo, come si raccolgono i feriti rimasti indietro sul campo di battaglia per condurli, pietosamente, nel viaggio verso il futuro, assieme alle nuove generazioni.

Anche la “Mappa della Memoria”, oggi distribuita, con i sei percorsi didattici sulle Vittime in Milano e in Lombardia , contribuisce a spingere la notte più in là degli anni bui del nostro Paese, durante la stagione della strategia della tensione e degli opposti estremismi.

La scultura “l’uomo della luce”, opera di un artista spagnolo Bernardì Roig ci fa condividere la memoria delle vittime per stragi del fondamentalismo islamico in Europa, a cominciare della strage dell’11 marzo 2004 nella stazione di Madrid con 192 morti e 1.500 feriti. Ai piedi di questa scultura, ogni 9 maggio si ritrovano Istituzioni e Associazioni dei familiari delle Vittime con la deposizione di una corona. L’opera d’arte “portatrice di luce”, rischiara le tenebre, fuga gli anni bui del terrorismo, illumina le menti e richiama ideali e valori per i quali le vittime innocenti sono state trucidate”. Si uccide il corpo, ma le idee rimangono e si tramandano oltre la distruzione fisica delle bombe stragiste dell’eversione di estrema destra e del piombo devastante del terrorismo eversivo di estrema sinistra.

Non eroi sono le vittime di terrorismo e di stragi, ma uomini normali e persone comuni da ammirare per il loro attaccamento al dovere, per la quotidianità del loro lavoro, per la loro vita dedita agli affetti, alle gioie e agli hobby familiari con mogli, figli, parenti, amici.

Celebriamo il ricordo di 106 vittime innocenti, che hanno segnato la tragica storia degli anni di piombo nella nostra Milano e in Lombardia.

Per questo dobbiamo conoscere la storia di ieri e di oggi, per non dimenticare, per attuare la rimozione di un colpevole silenzio sul segreto di Stato, che privo di regolamenti attuativi non permettono di svelare i troppi misteri che hanno avvolto il capitolo oscuro delle stragi al fine di dipanare complicità, reti di depistaggi dei servizi segreti deviati, collusi con i disegni golpisti autoritari di quanti hanno inquinato la storia politica dell’Italia, impedendo la ricerca della giustizia e l’accertamento della verità.

Non dimentichiamo i nostri caduti per atti di terrorismo a cominciare dall’on Aldo Moro e cinque uomini della sua scorta e i 558 caduti per atti di terrorismo che hanno causato anche oltre 5000 feriti a livello nazionale. Non dimentichiamo i morti di Milano e della Lombardia: i 17+1 per la strage di piazza Fontana; i 4 della Questura di Milano; i 5 di via Palestro; gli 8 caduti nella strage di piazza della Loggia a Brescia, i 6 morti lombardi nella strage del Rapido 904, le 3 vittime lombarde della strage alla stazione di Bologna, i 4 morti lombardi per le stragi del fondamentalismo islamico per un totale di 48 morti per atti di eversione di estrema destra golpista. I morti per atti di terrorismo in Lombardia sono 106.

Ricordiamo i 48 feriti delle brigate rosse, gli 84 di piazza Fontana, i 53 della Questura di Milano, i 15 di via Palestro e i 103 di piazza della Loggia a Brescia per un totale complessivo di oltre 300 feriti.

Mani omicide stragiste e terroristiche che hanno prodotto delitti, frutti velenosi di una ideologia di odio, di violenza politica, di fanatismo ideologico che, hanno insanguinato per oltre un decennio il nostro Paese.

Ai familiari delle: vittime, vedove inconsolabili e orfani cresciuti senza affetto paterno, ai feriti che recano sulle loro carni i segni indelebili di una violenza patita per atti di vili attentati vada il nostro commosso pensiero, la nostra vicinanza e il comune impegno per preservare la “memoria” e tutelare i diritti.

Per decenni abbiamo vissuto in solitudine, nella sofferenza, nello sconquasso di uno stress- post traumatico . Oggi, come protagonisti, della storia pensiamo al futuro, al dovere della memoria dei nostri cari, all’accertamento della verità storica, certi che le nuove generazioni sapranno rileggere, in una visione più meditata, le vicende del terrorismo nel nostro Paese dalla parte delle vittime, affinché il sangue della storia non asciughi presto.

Antonio Iosa
Coordinatore Lombardo AIVITER


associazione italiana
vittime del terrorismo e dell’eversione
contro l’ordinamento costituzionale dello stato

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