domenica , 23 settembre 2018
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30esimo anniversario della gambizzazione di Antonio Iosa

Io, l’eretico: il perdono e la pacificazione nazionale (Antonio Iosa 29 anni
dopo l’attentato delle brigate rosse del 1 aprile 1980)

Maria Fida Moro
“ Questo è un Paese in cui chi commette o confessa un delitto si rende protagonista della storia e di un
ravvedimento operoso, dove ai parenti delle vittime di chiunque sia stato ucciso, ferito, sequestrato,
stuprato… la prima domanda che il solito giornalista fessacchiotto o il solito uomo di chiesa superficiale
pongono è: “ma lei come si sente in questo momento?” E la seconda domanda “ma lei ha perdonato?”
Bene. Anzi male !
Nessuno chiede che il reo sia condannato ad espiare la pena senza amnistie, senza indulti, senza pietà!
Aggiungo: che i terroristi siano in carcere o fuori dal carcere, che siano pentiti, dissociati, irriducibili o
latitanti non alleggerisce di un mg. la sofferenza quotidiana di chi è rimasto ferito e porta sulle proprie carni
gli esiti invalidanti e indelebili. …Apri l’allegato pdf per continuare a leggere il contenuto